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ROMA – focus/ aise – La storia, il valore internazionale e il ruolo della Biennale di Venezia quale strumento di diplomazia culturale sono stati al centro dell’incontro “La Biennale di Venezia: l’esperienza dello scultore salvadoregno J. Oscar Molina”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a San Salvador nell’ambito del ciclo “Sotto la Cupola”, finestra dedicata alla cultura, alla storia e alla società italiana.
Aprendo l’evento, il 29 giugno scorso, l’ambasciatore d’Italia Emanuele Rozo Sordini ha ripercorso la storia della Biennale, una delle più prestigiose istituzioni culturali al mondo, sottolineandone il ruolo come piattaforma di dialogo internazionale, di promozione dell’arte contemporanea e di diplomazia culturale, capace di creare ponti tra Paesi, culture e artisti.
Nel corso dell’incontro è intervenuto lo scultore salvadoregno J. Oscar Molina, che ha raccontato la propria esperienza alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dove espone l’installazione “Cartographies of the Displaced” a Palazzo Mora, nel sestiere di Cannaregio, offrendo una testimonianza diretta della partecipazione salvadoregna a uno dei principali appuntamenti dell’arte contemporanea internazionale, per la prima volta nella storia con un proprio padiglione nazionale.
L’iniziativa ha visto la partecipazione del vicepresidente della Repubblica di El Salvador, Felix Ulloa, e, quali ospiti speciali, gli studenti della Universidad Monica Herrera, accompagnati dal rettore dell’Ateneo, nell’intento di avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’arte, della cultura e del dialogo internazionale e soprattutto alla conoscenza dell’Italia.
L’incontro si inserisce nel programma di iniziative promosso dall’Ambasciata d’Italia in occasione del 165° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia ed El Salvador (1861-2026), volto a valorizzare la cultura quale strumento privilegiato di cooperazione e di rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi.
Si è conclusa sabato, 27 giugno, con una visita a bordo della Nave Vespucci della Marina Militare nel porto di Baltimora, in Maryland, la missione dell’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, iniziata lo scorso 25 giugno a Filadelfia.
“La Pennsylvania e gli Stati della circoscrizione del nostro Consolato Generale a Filadelfia rappresentano un importante mercato di sbocco delle nostre esportazioni negli Stati Uniti, a testimonianza della vitalità e del dinamismo che caratterizzano le relazioni dell’Italia con quest’area”, ha commentato l’ambasciatore Peronaci, per il quale essere stato a Filadelfia pochi giorni prima del 4 luglio non è stato “solo un modo per rafforzare i rapporti con le istituzioni locali e valorizzare la presenza industriale e culturale italiana”, ma “anche un omaggio ai 250 anni di questa grande Nazione nella città in cui fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza”.
A Filadelfia, assistito dal console generale d’Italia Nico Frandi, l’ambasciatore ha incontrato il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, partecipando a un incontro dedicato ai Mondiali FIFA 2026. È poi intervenuto alla serata organizzata dalla NIAF “The Philadelphia Testimonial Dinner”, ringraziando la comunità italo-americana per il prezioso ruolo svolto nelle relazioni tra Italia e Stati Uniti. Proprio Filadelfia, che ospitava una delle più numerose comunità italiane degli Stati Uniti fino all’inizio del Novecento, ha visto storicamente un importante contributo degli italo-americani allo sviluppo economico e sociale della realtà locale.
Nella giornata di venerdì, Peronaci ha incontrato la sindaca di Filadelfia, Cherelle Parker, e visitato lo stabilimento di Leonardo a Filadelfia, quartier generale e importante polo produttivo, tecnologico e addestrativo per il gruppo e testimonia la volontà di rafforzare la cooperazione bilaterale nel campo dell’industria della Difesa. Non sono mancati una visita al Philadelphia Museum of Art, che ospiterà nel 2028 una importante mostra su Caravaggio, e un incontro presso il Consolato Generale con il personale ivi impiegato, la collettività italiana, i membri del Comites, i rappresentanti delle principali istituzioni cittadine e la comunità imprenditoriale.
La missione si è conclusa a Baltimora, dove l’ambasciatore ha visitato con selezionati ospiti americani la Nave Scuola Amerigo Vespucci, presente nel porto della città nell’ambito della sua Campagna in Nord America e delle iniziative legate alle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Il Vespucci si trova in questi giorni in America per celebrare il rapporto centenario che ci lega a questo Paese e la profonda amicizia tra i nostri due popoli, oltre al contributo dei 20 milioni di italo-americani che hanno contribuito a rendere grande gli Stati Uniti.
Si è svolta il 30 giugno, a Tripoli l’edizione 2026 dell’Italian Design Day, organizzata dal Desk ICE-Agenzia di Tripoli in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Libia e il Libyan Board of Architecture, nell’ambito dell’Urban Forum, principale evento del Paese dedicato alla pianificazione urbana, all’architettura e allo sviluppo sostenibile.
L’iniziativa, ispirata al tema “Re-Design: Regenerating Spaces, Objects, Ideas and Relationships”, ha riunito istituzioni, professionisti, imprese, docenti e studenti per promuovere il dialogo sulle eccellenze italiane nel design, nell’architettura e nella rigenerazione urbana.
Fulcro dell’evento è stato il concorso di idee rivolto agli studenti universitari libici, chiamati a progettare la riqualificazione di un tratto del lungomare di Tripoli con soluzioni innovative e sostenibili. Il progetto vincitore sarà premiato con un percorso di formazione in Italia che comprenderà uno stage presso l’azienda Tacca Glass, uno study tour dedicato alle eccellenze del Made in Italy e attività formative promosse dal Desk ICE-Agenzia con il supporto di Tacca Glass e Special Metal.
La giornata si è aperta con gli interventi istituzionali dell’ambasciatore d’Italia in Libia, Gianluca Alberini, e del Libyan Board of Architecture, che hanno evidenziato il valore strategico della cooperazione italo-libica nei settori dell’architettura, del design e della pianificazione urbana per sostenere i processi di sviluppo e rigenerazione del Paese.
Il programma ha incluso masterclass del designer Leonardo Talarico, ambassador dell’Italian Design Day, e dei professori Arenghi e Tanghetti dell’Università degli Studi di Brescia, dedicati rispettivamente al design industriale, alla valorizzazione dell’architettura razionalista italiana in Libia e alla progettazione inclusiva e sostenibile.
Le aziende italiane Tacca Glass e Special Metal hanno presentato esempi di eccellenza manifatturiera e innovazione applicata ai materiali.
L’evento si è concluso con un momento di networking tra istituzioni, università, imprese e studenti e con una mostra dedicata all’architettura italiana a Tripoli, quale testimonianza del patrimonio storico condiviso tra Italia e Libia. (focus\aise)