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ROMA – focus/ aise – Il 7 settembre scorso l’Ambasciata d’Italia a Londra ha ospitato Italy-UK University Partnership Day, un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Uni-Italia, volto a creare partenariati fra università e istituzioni AFAM – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e fornire aggiornamenti sulla riadesione del Regno Unito al programma Erasmus+.
Il vice capo Missione, Riccardo Smimmo, ha aperto i lavori sottolineando la grande attrattività internazionale dei sistemi universitari sia britannico che italiano e rimarcando il valore di Erasmus+, un programma che offre a studenti e accademici esperienze professionali e personali particolarmente formative, contribuendo a scambi culturali e al consolidamento delle relazioni fra i paesi partecipanti.
Il panel, moderato da Giuseppe Kito Fusai, ha visto la partecipazione di rappresentanti di Uni-Italia, Indire e British Council. Marco Calvi, capo dell’unità promozione internazionale e marketing di Uni-Italia, ha presentato l’attività dell’associazione, nata per attirare gli studenti internazionali in Italia, ma che oggi supporta le istituzioni nella creazione di collaborazioni accademiche. Calvi ha osservato che – con oltre 500 accordi interuniversitari in corso – le relazioni accademiche tra Italia e Regno Unito sono già solide.
Hanno poi preso la parola Sara Pagliai, direttrice di Indire – l’agenzia nazionale incaricata della gestione di Erasmus+ per l’Italia – ed Eduardo Ramos, direttore dei sistemi universitari e d’internazionalizzazione presso il British Council, l’agenzia che gestisce Erasmus+ per il Regno Unito. Oltre ad esprimere entusiasmo per la riadesione del Regno Unito, ambedue hanno evidenziato l’obiettivo di voler incrementare la mobilità studentesca britannica a livelli superiori al periodo pre-Brexit.
L’Italia ha recentemente superato la Francia e la Germania, diventando la seconda destinazione al mondo (dopo la Spagna) per gli studenti internazionali e la quarta per i britannici. L’internazionalizzazione del sistema accademico nel Regno Unito rimane molto elevata, con una quota di studenti internazionali pari a circa il 25%, mentre un accademico su 3 proviene dall’estero. Ci sono inoltre 700.000 studenti “transnazionali”, ovvero che studiano presso campus esteri di università britanniche.
Sam Herman-Wilson, rappresentante del Department for Education, ha illustrato le priorità del Governo britannico per il programma Erasmus+. L’obiettivo principale è creare esperienze di valore per i partecipanti e legami fra sistemi d’istruzione di paesi diversi. In particolare, il governo intende rendere più inclusiva e accessibile l’iniziativa, offrendo massima flessibilità al fine di permettere e incoraggiare la partecipazione di studenti e di personale con necessità particolari o restrizioni economiche, oppure provenienti da aree remote.
Al termine della discussione, i rappresentanti delle circa 40 istituzioni presenti hanno avuto modo di prendere parte ad una sessione di networking, nel corso della quale hanno tenuto incontri bilaterali per stabilire opportunità di collaborazione e partenariati.
L’Ambasciata d’Italia a Parigi, in collaborazione con l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI) e con il Corriere della Sera, ha ospitato ieri una conferenza dedicata al dialogo tra le comunità finanziarie italiana e francese per una maggiore integrazione dei rispettivi mercati del capitale.
L’incaricato d’Affari Serra ha sottolineato l’importanza di creare nuove occasioni di confronto tra investitori, imprese e istituzioni dei due Paesi, evidenziando come “l’Italia e la Francia possono contribuire in modo significativo allo sviluppo di un ecosistema europeo degli investimenti realmente integrato, rafforzando al contempo l’autonomia strategica dell’Europa”. Richiamando le profonde relazioni esistenti fra le economie italiana e francese, Serra ha quindi indicato come la cooperazione nel settore finanziario assuma rilievo centrale in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica e tensioni commerciali, mentre la rapida trasformazione tecnologica e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale determinano nuove e ingenti esigenze di investimento nei settori strategici dell’economia.
La successiva tavola rotonda, moderata dal giornalista del Corriere della Sera Montefiori, ha riunito rappresentanti di LBO France Gestion, Eiffel Investment Group, Andera Partners, Montefiore Investment, Sofinnova Partners e CAPZA. Il confronto ha approfondito le prospettive della cooperazione tra Italia e Francia nel settore, con particolare attenzione alle opportunità di investimento transfrontaliero e al ruolo dei mercati privati nel sostenere la crescita delle imprese e la trasformazione dei sistemi produttivi. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del private credit per finanziare imprese innovative e attività caratterizzate da elevati fabbisogni di capitale, soprattutto in settori strategici quali energia, difesa, biotecnologie, cybersecurity, robotica e infrastrutture digitali. È stato inoltre evidenziato il potenziale di complementarità tra gli ecosistemi italiano e francese del private capital, che possono beneficiare di una maggiore condivisione di conoscenze, competenze e best practice e di più strette connessioni tra imprese e investitori. In questo senso, la cooperazione tra AIFI e France Invest può rappresentare un importante catalizzatore per lo sviluppo di un ecosistema europeo degli investimenti più integrato e competitivo.
A conclusione dell’evento, Philippe Tibi, dialogando con Emanuele Levi, ad e general manager CDP Venture Capital SGR, ha richiamato l’esperienza della Tibi Initiative, lanciata in Francia nel 2019 con l’obiettivo di favorire la mobilitazione del risparmio privato e degli investitori istituzionali verso l’innovazione tecnologica e la crescita delle imprese. (focus\aise)