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ROMA – focus/ aise – Molte sedi diplomatiche italiane all’estero, inclusa quella di Oslo, ospitano una collezione di foto degli Ambasciatori che si sono succeduti nel tempo in una parte della sede chiamata colloquialmente la “Galleria degli Ambasciatori” che ora è anche il titolo del nuovo ebook con cui l’Ambasciata ricostruisce la storia delle relazioni diplomatiche fra Italia e Norvegia dalla formazione dell’autonomo Regno di Norvegia nel 1905, sino ad oggi, attraverso l’operato dei capi missione.
La ricerca – curata da Martina Mannaioli che ha svolto un periodo di tirocinio presso la sede – si è basata su un ampio corpus di fonti archivistiche, diplomatiche e istituzionali italiane e norvegesi, tra cui documenti dell’Archivio Centrale dello Stato, dell’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, della Biblioteca Nazionale di Norvegia e della raccolta dei Documenti Diplomatici Italiani.
L’analisi – spiega l’Ambasciata – è integrata da studi accademici e storiografici sulle relazioni italo-norvegesi, sulla diplomazia culturale in epoca fascista, sulla politica estera norvegese, sulla cooperazione artica ed energetica, con particolare riferimento ai lavori storiografici della professoressa Monica Miscali e dello storico Olav Riste. Completano il quadro fonti contemporanee, tra cui siti istituzionali, enciclopedie, quotidiani e rapporti economici, utilizzati per ricostruire gli sviluppi più recenti delle relazioni tra Italia e Norvegia nei settori della diplomazia, dell’energia, della ricerca artica e della sicurezza internazionale.
“La carrellata delle biografie dei Capi Missione, preceduta da una ricostruzione storica dell’attività diplomatica italiana in Norvegia, vuole rendere omaggio a coloro che hanno contribuito allo sviluppo delle relazioni bilaterali tra i due Paesi nell’arco di 120 anni di storia, garantendo la tutela degli interessi nazionali, la negoziazione e la promozione della cooperazione politica, economica, culturale e scientifica”, sottolinea l’Ambasciata italiana ad Oslo.
Le relazioni diplomatiche tra Italia e Norvegia affondano le proprie radici nella nascita del Regno d’Italia nel 1861. In quel periodo la Norvegia era ancora unita alla Svezia nel Regno di Svezia e Norvegia, che fu tra i primi Stati europei a riconoscere il nuovo Stato italiano. Il primo diplomatico italiano accreditato presso la corte svedese-norvegese fu Andrea Tagliacarne, giunto a Stoccolma nel 1862.
La svolta arrivò con lo scioglimento dell’unione tra Svezia e Norvegia nel 1905, anno in cui il Parlamento norvegese proclamò l’indipendenza. L’Italia fu tra i primi Paesi a riconoscere il nuovo Stato norvegese, instaurando relazioni ufficiali. Inizialmente la rappresentanza italiana operò da Copenaghen tramite accreditamento multiplo. Il primo Capo Missione italiano accreditato fu Giorgio Calvi di Bergolo nel 1906.
Lo studio parte da lì per arrivare sino all’attualità, quando Italia e Norvegia hanno sviluppato una fitta rete di collaborazioni in materia di energia, cantieristica, costruzione di infrastrutture, ricerca scientifica e presenza nello scacchiere Artico.
Secondo l’Ambasciatore ad Oslo, Stefano Nicoletti, “le vicissitudini storiche e le relazioni bilaterali – spesso eccellenti, in altri frangenti più tese – vengono ripercorse attraverso il prisma dell’attività dei nostri Capi Missione che ebbero la responsabilità di interpretare le istruzioni dei relativi Governi e di costruire e far crescere i rapporti bilaterali tra i due Paesi, sotto una molteplicità di profili”.
L’ebook può essere consultato in formato digitale a questo link.
“La cooperazione italiana e la sua eredità al TEC” è il tema dell’incontro organizzato dall’Ambasciata d’Italia a San Josè e dal Tecnológico de Costa Rica (TEC) e dedicato a celebrare il percorso di amicizia e cooperazione internazionale che unisce Italia e Costa Rica.
L’evento riunirà rappresentanti istituzionali e membri della comunità accademica per celebrare un rapporto di cooperazione consolidato nel corso degli anni. L’incontro consentirà di sottolineare l’importanza della cooperazione italiana nel rafforzamento dell’istruzione superiore, della ricerca scientifica e dell’innovazione in Costa Rica, nonché dello scambio di conoscenze ed esperienze tra i due Paesi.
L’appuntamento è per il 24 giugno alle ore 15:00 presso l’Auditorium della Facoltà di Chimica, campus centrale del Tecnológico de Costa Rica (TEC), a Cartago.
Nel corso dell’evento verrà conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia a Bruno Chinè in riconoscimento del suo contributo all’istruzione, all’innovazione e allo sviluppo umano nell’ambito delle relazioni di cooperazione tra l’Italia e il Costa Rica.
L’iniziativa rappresenta un’occasione per sottolineare i legami tra Italia e Costa Rica e riaffermare il ruolo della cooperazione internazionale come strumento per promuovere la formazione, la ricerca e l’innovazione al servizio dello sviluppo sostenibile.
“La cooperazione italiana e la sua eredità al TEC” è il tema dell’incontro organizzato dall’Ambasciata d’Italia a San Josè e dal Tecnológico de Costa Rica (TEC) e dedicato a celebrare il percorso di amicizia e cooperazione internazionale che unisce Italia e Costa Rica.
L’evento riunirà rappresentanti istituzionali e membri della comunità accademica per celebrare un rapporto di cooperazione consolidato nel corso degli anni. L’incontro consentirà di sottolineare l’importanza della cooperazione italiana nel rafforzamento dell’istruzione superiore, della ricerca scientifica e dell’innovazione in Costa Rica, nonché dello scambio di conoscenze ed esperienze tra i due Paesi.
L’appuntamento è per il 24 giugno alle ore 15:00 presso l’Auditorium della Facoltà di Chimica, campus centrale del Tecnológico de Costa Rica (TEC), a Cartago.
Nel corso dell’evento verrà conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia a Bruno Chinè in riconoscimento del suo contributo all’istruzione, all’innovazione e allo sviluppo umano nell’ambito delle relazioni di cooperazione tra l’Italia e il Costa Rica.
L’iniziativa rappresenta un’occasione per sottolineare i legami tra Italia e Costa Rica e riaffermare il ruolo della cooperazione internazionale come strumento per promuovere la formazione, la ricerca e l’innovazione al servizio dello sviluppo sostenibile.
Il 17 giugno l’Ambasciata d’Italia nei Paesi Bassi in collaborazione con i professori Stefano Tasselli e Rob Zuidwijk, direttore del Dipartimento di Tecnologia della Rotterdam School of Management, ha organizzato “La Giornata dei Ricercatori Italiani” presso l’Università Erasmus di Rotterdam.
La giornata ha visto la partecipazione di oltre cento connazionali provenienti da università, centri di ricerca olandesi e internazionali, nonché da imprese private operanti nei Paesi Bassi, in rappresentanza di una comunità scientifica italiana che annovera circa mille fra studiosi e professionisti. Lo scopo principale dell’incontro è stato discutere dell’istituzione di un’Associazione di ricercatori Italiani nei Paesi Bassi, come piattaforma per lo scambio di informazioni e supporto logistico ai connazionali.
L’ambasciatore d’Italia a l’Aja, Augusto Massari, è intervenuto sottolineando il ruolo significativo e la vitalità della comunità scientifica italiana nei Paesi Bassi. L’ambasciatore ha ricordato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel promuovere il dialogo tra ricercatori e professionisti e ha evidenziato che un’associazione di ricercatori italiani potrebbe contribuire a sviluppare collaborazioni in ambito scientifico ancora più efficaci tra Italia e Paesi Bassi. L’ambasciatore Massari ha inoltre invitato i numerosi partecipanti a contribuire al prossimo Tavolo Vanvitelli previsto per il 7 ottobre, come ulteriore occasione di confronto bilaterale sul progresso e sull’innovazione scientifica.
Sono seguiti diversi interventi da parte di esperti in svariate materie scientifiche. Tra questi Viola Angelini, Cattedra Aletta Jacob in Economia familiare dell’Università di Groningen, ha esposto i risultati della sua ricerca sulle origini delle disuguaglianze sanitarie. Successivamente, Claudia Basta, ricercatrice senior dell’Agenzia di pianificazione dell’ambiente del Governo dei Paesi Bassi e rappresentante del gruppo Italian Professional Netherlands, ha portato uno spunto di dibattito focalizzandosi sull’analisi della rete della conoscenza degli istituti di ricerca applicata nei Paesi Bassi. Per finire, Dario Grasso, addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a l’Aja, ha presentato nel dettaglio l’iniziativa, cuore dell’evento, di unire l’ampia comunità di ricercatori italiani nei Paesi Bassi.
Gli esperti si sono trovati concordi riguardo la necessità e l’importanza di creare un’Associazione dei ricercatori italiani e, vista la grande partecipazione e il largo sostegno nei confronti di questa iniziativa, si è convenuto di raccogliere le adesioni per un comitato promotore che si riunirà in autunno. L’Ambasciata d’Italia nel Regno dei Paesi Bassi è rimasta piacevolmente colpita dall’entusiasmo dei partecipanti a discutere di future strade di collaborazione e conferma la propria disponibilità a continuare a supportare la comunità scientifica anche attraverso l’organizzazione di ulteriori eventi.
L’evento ha, quindi, rappresentato un primo passo fondamentale verso la nascita di un’Associazione dei ricercatori italiani nei Paesi Bassi che potrà rafforzare i legami professionali e umani tra i suoi membri e contribuire ulteriormente allo sviluppo delle relazioni scientifiche e accademiche tra Italia e Paesi Bassi. (focus\aise)