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ROMA – focus/ aise – Il Rappresentante permanente alle Nazioni Unite a New York, Giorgio Marrapodi, ha lanciato ufficialmente il 25 giugno scorso il progetto “UNIT&”, una rassegna di eventi per raccontare l’Italia all’ONU attraverso le sue eccellenze e valorizzare l’impegno del nostro Paese per la cooperazione internazionale sui temi della pace, dello sviluppo sostenibile e della governance globale.
Il primo evento di UNIT& ha avuto luogo presso la Residenza del Rappresentante permanente con la presentazione del nuovo libro del giornalista e saggista Federico Rampini “Pane e cannoni”, che affronta l’evoluzione dello scenario geopolitico ed economico globale anche nei suoi riflessi sull’attività dell’ONU e del multilateralismo.
Presenti all’evento, che si è svolto in lingua italiana ed è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura di New York diretto da Claudio Pagliara, numerosi ambasciatori di Paesi membri delle Nazioni Unite ed alti funzionari onusiani, che hanno partecipato al vivace dibattito moderato dalla giornalista Valeria Robecco, Presidente dell’associazione dei corrispondenti internazionali accreditati alle Nazioni Unite (UNCA).
“Con UNIT& vogliamo valorizzare il capitale di iniziative, esperienze, personalità che danno lustro al contributo dell’Italia nelle Nazioni Unite ed approfondire le ulteriori opportunità che possono derivare dalla nostra attiva partecipazione alle dinamiche onusiane” ha affermato l’Ambasciatore Marrapodi, che ha aggiunto: “in linea con la strategia delineata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani abbiamo coinvolto sin dal primo evento ambasciatori e alti funzionari onusiani italofoni, con l’obiettivo di creare anche alle Nazioni Unite a New York una comunità che possa promuovere la cultura e l’identità italiana”.
Al riguardo, Marrapodi ha annunciato che la Rappresentanza permanente italiana organizzerà a fine ottobre la prima Giornata dell’Italofonia all’ONU, in occasione della Settimana della Lingua italiana nel mondo. La rassegna proseguirà nei prossimi mesi con il contributo di aziende, esperti e personalità della società civile nell’ambito di un dialogo attivo con la membership onusiana, le agenzie e gli uffici dell’ONU.
Un messaggio di vicinanza e solidarietà: ad esprimerlo è il SNDMAE, il Sindacato rappresentativo della carriera diplomatica, che lo indirizza alla popolazione venezuelana e a tutto il personale della Farnesina presente in Venezuela, a seguito del violento terremoto che ha colpito diverse zone del Paese.
Il personale diplomatico-consolare, sottolinea il sindacato in una nota, “con grande senso di servizio, nonostante la difficile situazione, sta assicurando l'operatività delle Sedi”. Il Sndmae, infine, invia un “pensiero speciale alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono impegnati nelle attività di soccorso”.
Si è tenuto il 24 giugno presso l’Ambasciata d’Italia a Londra l’evento “Food security in times of global uncertainty”, un confronto di alto livello dedicato alle crescenti pressioni che gravano sui sistemi alimentari mondiali. L’iniziativa è stata organizzata dall’esperta agricola dell’Ambasciata, Gabriella Manfredi, in collaborazione con le tre Organizzazioni Internazionali delle materie prime con sede a Londra: l’International Grains Council (IGC), l’International Coffee Organization (ICO) e l’International Sugar Organization (ISO).
All’incontro ha partecipato da una platea composta da rappresentanti del mondo istituzionale e accademico, da diplomatici e operatori della filiera agroalimentare. Al centro della discussione l’impatto di tensioni geopolitiche, conflitti, shock climatici e fragilità logistiche sulle filiere delle materie prime agricole – dai cereali allo zucchero, dal caffè agli altri prodotti agroalimentari – con conseguenze dirette sulla disponibilità, la possibilità di accesso e i costi del cibo.
Nel suo discorso di apertura, l’ambasciatore d’Italia a Londra, Fabio Cassese, ha osservato come la sicurezza alimentare sia passata, in pochissimo tempo, dai margini del dibattito politico al suo centro. La stessa interconnessione che ha portato efficienza e abbondanza ai mercati internazionali li ha resi più vulnerabili alle interruzioni. Ribadendo la storica priorità che l’Italia attribuisce alla sicurezza alimentare, l’Ambasciatore ha ricordato la candidatura italiana di Maurizio Martina, attuale vice direttore generale della FAO, alla carica di direttore generale dell’Organizzazione.
Il panel, introdotto e moderato da Tim Benton della Leeds University, ha riunito Arnaud Petit di IGC, Pedro Arruda di ISO, Laurent Pipitone di ICO, Francesca Re Manning della Cambridge University e Simone Severini dell’Università della Tuscia. Dal confronto è emerso come il principale fattore di shock per i mercati resti l’interruzione dell’offerta: emblematico l’impatto della guerra in Ucraina sui prezzi dei cereali. Le tensioni logistiche – dal Canale di Panama allo Stretto di Hormuz – hanno messo sotto pressione il sistema senza però provocarne la rottura. È stato evidenziato il passaggio degli importatori da una logica “just in time” a una “just in case”, che richiede maggiore trasparenza dei mercati e fiducia tra i Paesi.
Ampio spazio è stato dedicato alla vulnerabilità delle filiere dello zucchero e del caffè, cruciale per il reddito di milioni di agricoltori e molto esposto al cambiamento climatico, e alle strategie per costruire sistemi alimentari più resilienti e sostenibili.
In una prospettiva italiana, è stata richiamata l’attenzione sulla sicurezza alimentare “economica”: la forte dipendenza dalle importazioni di proteine vegetali come la soia è determinante per filiere produttive di eccellenza per prodotti di origine animale. Tra le sfide emergenti è stato segnalato anche il rischio di attacchi informatici ai sistemi digitali e di intelligenza artificiale ormai diffusi nella produzione e nella trasformazione agroalimentare.
L’evento ha confermato l’impegno comune dell’Italia, insieme ai suoi partner internazionali, a rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari globali attraverso cooperazione, trasparenza e dialogo, conciliando le esigenze della sicurezza alimentare con gli obiettivi di sostenibilità e di transizione ecologica. (focus\aise)