I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – La sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) ha ospitato nei giorni scorsi a Roma la cerimonia di premiazione della terza edizione del “Premio Bianca Pomeranzi”. Delle ventinove tesi quest’anno in concorso, provenienti da atenei di tutta Italia, due sono state proclamate vincitrici.
Mawa Bamba, che ha ottenuto una laurea magistrale in “Area and Global Studies for International Cooperation” dall’Università di Torino con una tesi intitolata “Gendered Pathways to Development: Understanding the Role of Women in Agrifood Systems and Food Security in Rural Sub-Saharan Africa”, è stata premiata con uno stage presso AICS, realizzato in collaborazione con, e generosamente finanziato, dal “Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes – Mediterranean Agronomic Institute of Bari” (CIHEAM Bari).
Aghele Mohammadi, che ha ottenuto una laurea magistrale in “Local Development” dall’Università di Padova con una tesi intitolata “Invisible Roads: Afghan Women’s Urban Mobility under Taliban Government” è stata selezionata per svolgere lo stage con Oxfam Italia, generosamente finanziato da “European Women’s Management Development Network – delegazione di Roma” (EWMD-Roma) e Fondazione RUT.
Sono state inoltre conferite menzioni speciali a Serena Garufo, per la sua tesi intitolata “Negotiating return after witchcraft accusations: an evaluation of reintegration projects in Northern Ghana’s witch camps”, presentata a compimento di una laurea magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation presso l’universita’ di Torino; Beatrice Quaglino, per la sua tesi intitolata “Accessibilità, ascolto e attivismo virtuale: un’etnografia digitale dei centri antiviolenza nel contesto urbano di Bologna” presentata a compimento di una laurea magistrale in Antropologia Culturale e Etnologia presso l’Università di Bologna, e Chiara Porcheri, per la sua tesi intitolata ”Women empowerment in Morocco: the role of argan oil cooperatives”, presentata a compimento di una laurea magistrale in Studi dell’Africa e dell’Asia presso l’Università di Pavia.
Alla cerimonia sono intervenuti rappresentanti di molte delle organizzazioni coinvolte nella promozione e sostegno del Premio. Oltre alle già citate, coinvolte direttamente nel finanziamento e/o realizzazione dei due stages, sono intervenuti rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Comitato della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW).
Il Comitato Promotore del Premio Bianca Pomeranzi è costituito da Elena Zambelli (Maynooth University, Ireland) e Maria Rosa Cutrufelli, che lo hanno ideato, e da AIDOS, Casa Internazionale delle Donne, Centro Documentazione internazionale Alma Sabatini, Differenza Donna, Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre / Dottorato di ricerca in Scienze Politiche – Curriculum Studi di Genere, EWMD Roma, Fondazione RUT ed Oxfam Italia. L’iniziativa è inoltre patrocinata dall’AICS, ed ha il supporto di MAECI, UNFPA e CIHEAM Bari.
Presso il Palazzo Arcivescovile di Lucca, in Toscana, sono stati ricevuti i professori Saho Matsumoto, giapponese, docente presso la Nihon University ed esperta sul ruolo della religione nella politica nazionale e internazionale, con una vasta conoscenza in merito alla diplomazia vaticana, e Antony Best, inglese, docente presso la London School of Economics ed esperto di Storia Internazionale tra Occidente e Giappone. Ad accogliere i due docenti è stata Olimpia Niglio, docente dell’Università di Pavia che presso l’Arcidiocesi di Lucca coordina, insieme a monsignor Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, il progetto internazionale “Thesaurum Fidei”.
Durante l’incontro, favorito anche dalla stretta amicizia che l’Arcidiocesi di Lucca ha con l’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede, sono state esaminate opportunità di collaborazione per i progetti che vedono l’Arcidiocesi impegnata nelle terre del Sol Levante e in particolare nel sud del paese dove nella metà del XVI secolo sono iniziate le prime missioni di evangelizzazione.
In particolare, la professoressa Matsumoto ha condiviso anche i risultati del recente seminario dal titolo “Papi e imperatori giapponesi: passato, presente e futuro delle relazioni speciali tra Vaticano e Giappone” che ha avuto sede presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma il 25 giugno, sede che ha ospitato il progetto Thesaurum Fidei nel febbraio del 2024.
I due studiosi saranno coinvolti nel progetto per la realizzazione del primo cammino cristiano in Giappone, La Via del Vangelo, coordinato da mons. Paolo Giulietti, Olimpia Niglio e dalla scrittrice Kan Takahama e con la collaborazione di istituzioni ecclesiastiche italiane e giapponesi nonché di enti pubblici e privati e dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella. Il progetto farà parte della programmazione triennale della Commissione Scientifica Internazionale Patrimonio Religioso e Riti (ICOMOS-PRERICO, organo consultivo e braccio operativo dell’UNESCO) di cui Olimpia Niglio è presidente dal 15 giugno scorso. (focus\aise)