I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – “La sanità veneta fa scuola anche all’estero. Tra i settori di riferimento ora è entrato stabilmente anche quello della gestione dell’emergenza ed urgenza, ambito su cui solo una minoranza di Paesi sub africani dispone di un servizio universale. Da qualche anno il Mozambico, che non possiede un sistema di emergenza e urgenza pre-ospedaliero (EMS) universale, pubblico e strutturato ha iniziato a cooperare con il Veneto per fare proprie le buone pratiche del SUEM, sia nell’ambito della gestione sanitaria, ed in specie per le emergenze materne e neonatali, sia per i servizi in occasione dei sempre più frequenti disastri climatici. E questo ci rende orgogliosi”. Lo ha detto con soddisfazione il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, alla luce della nuova occasione di cooperazione sanitaria con l’Africa delineata dal progetto "HELP", che vede la Regione Veneto capofila del processo di trasferimento delle buone pratiche sanitarie al Governo mozambicano. Un’iniziativa che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha recentemente finanziato con un contributo di 7 milioni di euro.
"HELP" rappresenta il consolidamento di un percorso di cooperazione internazionale che la Regione Veneto, grazie al supporto in loco di Medici con l'Africa CUAMM di Padova, porta avanti da anni. Questa nuova iniziativa si fonda infatti sui risultati raggiunti in precedenza attraverso i progetti UR-Beira I e UR-Beira II, che hanno permesso di istituire e rafforzare i servizi di emergenza e urgenza medica nelle città di Beira e, proprio in questi mesi, a pianificarne l’estensione a Maputo.
“Attraverso queste iniziative - evidenzia Stefani - la Regione Veneto sta esportando con successo le proprie buone pratiche e il proprio know-how organizzativo, supportando chi ne è privo nella creazione di un sistema di risposta alle emergenze, ispirato ai più alti standard di efficienza”.
I numeri delle precedenti attività testimoniano l'impatto vitale di questo modello: nel solo periodo tra agosto 2025 e aprile 2026, la Centrale Operativa delle Emergenze Mediche di Beira ha ricevuto e gestito 7.889 chiamate di soccorso. L'efficacia della rete di trasporto si è tradotta in 7.165 pazienti trasferiti con successo dalle unità sanitarie di primo livello agli ospedali di riferimento, con una media di quasi 800 trasferimenti mensili. Si tratta di interventi salvavita in situazioni di estrema criticità, con la maggioranza dei casi che ha richiesto un trasferimento ad alta priorità. A beneficiare maggiormente di questo sistema di emergenza e urgenza (che il nuovo progetto "HELP" andrà a potenziare ulteriormente) sono le fasce più vulnerabili della popolazione: i dati evidenziano infatti che il 41% dei trasferimenti (2.958 casi) ha riguardato emergenze ostetriche e materne, seguite da un 25% (1.757 casi) di urgenze in ambito neonatale e pediatrico.
“Questa è cooperazione reale e solidarietà concreta – conclude Stefani – per portare mezzi, conoscenza e scienza dove ce n’è più bisogno”.
Nell’ambito del progetto “Greening the Future of Rural Communities in Vulnerable Areas in Upper Egypt”, finanziato dalla Cooperazione Italiana, è stato avviato un intervento volto a rafforzare la capacità produttiva degli apicoltori del villaggio di Effwa, nel Governatorato di Beni Suef, attraverso la distribuzione di 800 arnie moderne e la realizzazione di un programma dedicato di formazione tecnica.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della One Productive Village Initiative ed è finalizzata a contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2 (Sconfiggere la fame) e dell’Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica), rafforzando la sicurezza alimentare e promuovendo mezzi di sussistenza sostenibili nelle comunità dell’Alto Egitto.
L’intervento non si limita alla semplice consegna delle attrezzature, ma si fonda su un approccio di partenariato duraturo: la fornitura delle arnie è infatti accompagnata da assistenza tecnica, attività di formazione pratica e un costante monitoraggio sul campo, affinché l’aumento della produzione si traduca in un rafforzamento stabile delle competenze e della capacità produttiva degli apicoltori.
Esperti dell’Agricultural Research Center (ARC) e del CIHEAM Bari stanno conducendo attività formative dedicate alle moderne tecniche di apicoltura, alla gestione degli alveari, al controllo di parassiti e malattie e al miglioramento della qualità del miele, contribuendo complessivamente al rilancio della filiera dei prodotti dell’apicoltura nell’Alto Egitto.
Il sostegno proseguirà anche dopo la distribuzione delle arnie. I beneficiari riceveranno infatti assistenza tecnica continuativa, attività di monitoraggio sul campo e servizi di consulenza per l’intero ciclo produttivo, al fine di garantire una corretta gestione degli alveari e una produttività duratura.
Il progetto “Greening the Future of Rural Communities in Vulnerable Areas in Upper Egypt” è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ed è realizzato dal Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (CIHEAM Bari), in partenariato con l’Agricultural Research Center (ARC) e il Ministero dell’Agricoltura e della Bonifica Fondiaria dell’Egitto.
Come trasformare la ricerca scientifica in politiche pubbliche capaci di migliorare la salute delle persone e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità per l'agricoltura? È la domanda attorno alla quale si è sviluppata la tavola rotonda che ha concluso il Corso di Alta Specializzazione Nutrizione e Salute nei Paesi africani e mediterranei, organizzato da CIHEAM Bari con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un confronto che ha riunito ricercatori, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni internazionali, facendo emergere una convinzione condivisa: senza un dialogo stabile tra ricerca, istituzioni e settore produttivo sarà difficile costruire sistemi alimentari in grado di rispondere alle grandi sfide del nostro tempo.
Per dieci settimane il corso ha riunito 14 alti funzionari governativi provenienti da dieci Paesi partner della Cooperazione italiana – Albania, Burkina Faso, Congo Brazzaville, Ghana, Libano, Mozambico, Siria, Sudan, Tanzania e Tunisia – appartenenti ai ministeri dell'Agricoltura, della Pesca, dell'Ambiente, della Produzione e delle Risorse Economiche. Un'edizione caratterizzata anche da una significativa presenza femminile: 12 dei 14 partecipanti erano infatti donne, a testimonianza del ruolo sempre più centrale che ricoprono nella definizione delle politiche pubbliche per l'agricoltura, la nutrizione e la salute.
Il percorso formativo ha affrontato le grandi sfide che interessano oggi i sistemi agroalimentari – dalla malnutrizione all'obesità, dagli effetti del cambiamento climatico alla sicurezza alimentare – proponendo un approccio integrato capace di mettere in relazione agricoltura, nutrizione, salute, ricerca e sviluppo territoriale. Attraverso lezioni, casi studio, incontri con esperti internazionali e la progettazione di interventi sul territorio, i partecipanti hanno rafforzato le competenze necessarie per elaborare politiche pubbliche basate su evidenze scientifiche e orientate allo sviluppo sostenibile.
Durante il corso i partecipanti hanno lavorato su progetti da sviluppare nei rispettivi Paesi, affrontando temi che vanno dalla valorizzazione delle produzioni locali alle indicazioni geografiche, dalle piante officinali alla promozione di diete più sane, fino alle strategie per rafforzare la sicurezza alimentare.
La discussione finale ha spostato l'attenzione su un interrogativo concreto: come fare in modo che la ricerca non rimanga confinata nei laboratori? Le esperienze presentate hanno mostrato che il trasferimento tecnologico può diventare uno strumento di sviluppo quando mette in relazione università, imprese e istituzioni. Dagli studi sul metaboloma degli alimenti alle sperimentazioni sul Tritordeum, dalla valorizzazione di colture tradizionali come teff e fonio ai progetti di economia circolare nella filiera del caffè, gli esempi illustrati hanno evidenziato un elemento comune: l'innovazione produce risultati quando nasce dall'incontro tra conoscenza scientifica e bisogni dei territori.
Tra le indicazioni emerse dal confronto, una riguarda la necessità di costruire politiche pubbliche fondate su evidenze scientifiche, superando la tradizionale separazione tra agricoltura e salute. Un'altra sottolinea l'importanza dell'ascolto delle comunità locali: non esistono modelli validi ovunque, ma esperienze che possono essere adattate e replicate se accompagnate da istituzioni solide e da reti di collaborazione tra pubblico e privato.
Nel dibattito è entrato anche il concetto di ambiente alimentare, cioè l'insieme delle condizioni economiche, sociali e fisiche che orientano le scelte dei consumatori. Se si vuole incidere davvero sulla salute pubblica, è stato osservato, non basta promuovere una corretta alimentazione: occorre creare contesti nei quali scegliere cibi sani sia anche la soluzione più semplice e accessibile.
Durante la cerimonia della consegna dei diplomi, i partecipanti hanno presentato i progetti sviluppati durante il percorso formativo, dedicati alla valorizzazione delle produzioni locali, delle piante officinali, delle indicazioni geografiche e allo sviluppo di strategie innovative per rafforzare il nesso tra agricoltura, nutrizione e salute nei rispettivi Paesi. Esperienze che confermano come la formazione possa diventare uno strumento concreto di cambiamento istituzionale e di sviluppo territoriale.
La consegna dei diplomi ha segnato la conclusione del percorso formativo, ma anche l'avvio di una rete di collaborazione destinata a proseguire nel tempo. Più che un corso di alta specializzazione, l'iniziativa del CIHEAM Bari si conferma un laboratorio permanente di cooperazione internazionale. L'obiettivo è trasformare le competenze acquisite in progetti concreti, capaci di rafforzare i sistemi agroalimentari e contribuire allo sviluppo dei territori attraverso un approccio che mette in relazione agricoltura, nutrizione, salute e innovazione. (focus\aise)