I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – Nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione Europea “Promoting Gender-Responsive Actions in Palestine to Integrate Women in the Culture and Creativity Industry (CCI)”, attuato dall’Italia, lo Human Rights and Democracy Media Center (SHAMS), partner di progetto di AICS, ha organizzato una conferenza sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro palestinese.
La conferenza “Le donne nel mercato del lavoro palestinese: sfide e requisiti per la costruzione di un ambiente di lavoro favorevole” ha riunito rappresentanti delle istituzioni governative, della società civile e del settore privato per discutere le principali barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e le misure necessarie a promuovere un ambiente lavorativo più favorevole e inclusivo.
L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali della ministra del Lavoro Enas Al-Attari, della ministra degli Affari delle Donne, Mona Al-Khalili, di Mohammad Al-Amour, ministro dell’Economia Nazionale, di Serge Marait, in rappresentanza dell’Ufficio del Rappresentante dell’Unione Europea, Abdo Idris, presidente della Federazione delle Camere di Commercio, Industria e Agricoltura Palestinesi, e Mirko Tricoli, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
La conferenza ha poi affrontato i temi della legislazione e delle politiche che regolano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, della violenza e della discriminazione sul luogo di lavoro, nonché dell’audit istituzionale di genere come strumento per lo sviluppo di ambienti di lavoro inclusivi e sensibili alle questioni di genere.
Le discussioni hanno offerto un’importante occasione di confronto sulle lacune esistenti e sulle priorità di intervento, nonché sui ruoli che i diversi attori possono svolgere per sostenere la partecipazione e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro.
Si è svolto a Puerto Princesa, nell’arcipelago di Palawan nelle Filippine, dal 17 al 19 settembre scorsi, il 34° incontro dell’ASEAN Working Group on Fisheries (ASWGFi), il principale organismo tecnico e settoriale dell’ASEAN dedicato alla governance delle risorse marine, alla definizione di standard regionali in materia di biosicurezza e commercio ittico e al coordinamento con i Partner di Dialogo e di Sviluppo.
A rappresentare l’Italia nella sessione di lavoro è stato il progetto COOPMEC, realizzato dal CIHEAM Bari nell’ambito del Partenariato Italia-ASEAN e finanziato dalla Cooperazione Italiana. Hanno preso parte ai lavori Gianpaolo Gullotta, coordinatore del Partenariato Italia-ASEAN presso AICS Hanoi, e Andrea D’Ambruoso, project manager del progetto COOPMEC per il CIHEAM Bari.
Il progetto COOPMEC mira a rafforzare la competitività del settore dell’acquacoltura e della pesca artigianale nell’area ASEAN, promuovendo pratiche sostenibili, il miglioramento della qualità produttiva e il rafforzamento delle capacità tecniche e istituzionali dei Paesi partner.
Nel corso dell’incontro, l’AICS Hanoi ha illustrato lo stato di avanzamento delle iniziative promosse dall’Italia nella regione, presentando i progressi operativi del progetto, le linee guida tecniche sviluppate e le attività di formazione specialistica realizzate presso l’Hub del CIHEAM Bari a Tricase (Lecce). Successivamente, il CIHEAM Bari ha approfondito lo stato dell’arte di COOPMEC e le future linee di azione previste nei Paesi coinvolti dall’iniziativa: Indonesia, Filippine, Cambogia, Thailandia, Vietnam e Malesia.
La gestione sostenibile delle risorse naturali, l’armonizzazione delle buone pratiche produttive e la promozione di sistemi di certificazione condivisi rappresentano elementi centrali per il successo dell’iniziativa e per il rafforzamento del dialogo regionale nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
A conclusione della sessione sono emersi diversi riscontri positivi di vari Paesi ASEAN, che hanno sottolineato l’impatto concreto dei primi risultati raggiunti di COOPMEC: l’Indonesia ha espresso soddisfazione per le Linee Guida regionali dedicate alla filiera delle alghe, mentre le Filippine hanno apprezzato il manuale sugli attrezzi da pesca abbandonati, richiedendo formalmente l’avvio di un’azione pilota dedicata alla gestione dei rifiuti marini. Profonda gratitudine è stata manifestata dalla Cambogia per il suo coinvolgimento come Paese pilota. Anche il Vietnam ha espresso apprezzamento per l’adozione delle Buone Pratiche di Acquacoltura (GAqP) e il sostegno alla filiera della tilapia. Al termine degli interventi, le delegazioni di Thailandia e Malesia hanno rivolto un sentito plauso all’eccellenza dell’alta formazione specialistica condotta a Tricase, Lecce, sottolineando come tali percorsi abbiano contribuito a consolidare la fiducia istituzionale e confermare la centralità del partenariato tra Italia e ASEAN nella promozione della Blue Economy nella regione.
Un passo significativo verso la costruzione di una vera e propria “diplomazia della legalità” per contrastare la criminalità organizzata transnazionale e il narcotraffico internazionale. È questo il senso alla base dell’Accordo Quadro di collaborazione tra l’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana e la Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, siglato a Palazzo San Macuto, a Roma, nelle scorse ore.
Ad apporre le firme, il Segretario Generale dell’IILA, Giorgio Silli, e la Presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, alla presenza dei Delegati dei Paesi membri dell’IILA. L’accordo ufficializza e rafforza una cooperazione strategica volta a favorire lo scambio di buone pratiche, l'analisi delle dinamiche criminali e l'adattamento delle esperienze normative e investigative italiane nei contesti dell'America Latina. Tra i primi ambiti operativi dell'intesa figura il contrasto alle rotte del narcotraffico internazionale, con un particolare approfondimento dedicato all'area della Triple Frontera (Argentina, Brasile e Paraguay). L'intesa e le priorità individuate porteranno la Commissione a realizzare a breve una missione d'inchiesta sul campo, avvalendosi della rete istituzionale e del supporto operativo forniti dall'IILA.
“L’IILA è una piattaforma operativa in cui Italia e America Latina lavorano insieme, da pari a pari, coordinando le proprie azioni per obiettivi condivisi e prioritari - ha commentato Silli -. Questo accordo rappresenta un momento particolarmente significativo perché unisce due istituzioni che, pur con ruoli diversi, condividono una stessa missione: rafforzare la cultura della legalità e la capacità degli Stati di contrastare fenomeni criminali sempre più complessi e transnazionali”.
L'intesa consolida il ruolo dell'Organizzazione quale strumento d'eccellenza per la cooperazione internazionale e il supporto tecnico-giuridico, ponendo l'esperienza e il patrimonio istituzionale italiano a disposizione dei Paesi latinoamericani impegnati nelle medesime sfide di sicurezza e giustizia. (focus\aise)