IIC: una panoramica

ROMA – focus/ aise – Valorizzare la poesia come uno dei veicoli privilegiati della lingua italiana e come spazio di dialogo tra culture. Con questo obiettivo l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha organizzato “Posa le conchiglie al tuo orecchio”, 1º Festival della Poesia Italiana in programma dall’8 al 12 maggio.
Il festival – spiega l’Istituto – nasce dall’idea di un incontro “per assonanza” tra la tradizione poetica italiana e quella spagnola, inteso come una risonanza profonda tra due culture affini per radici romanze e sensibilità espressive. Più che una semplice somiglianza, si tratta di un dialogo fondato su affinità tematiche ed estetiche, che valorizza la specificità di entrambe le tradizioni e ne mette in luce la lunga storia condivisa. La poesia italiana e quella spagnola, infatti, condividono origini comuni che affondano nella matrice latina, dove si intrecciano i concetti di pietas e humanitas, dando forma a una visione poetica in cui amore e dolore si fondono.
Questo legame si è sviluppato nel tempo attraverso intensi scambi culturali, a partire dalla tradizione provenzale medievale del XIII secolo, che ha posto le basi della lirica amorosa in entrambe le aree, fino alla decisiva influenza rinascimentale, quando modelli italiani — in particolare il “Canzoniere” di Petrarca — sono stati accolti e rielaborati in Spagna. In questo contesto si inserisce anche il contributo di poeti come Juan Boscán e Garcilaso de la Vega, che introdussero il sonetto nella lirica castigliana, rinnovandone profondamente le forme. La raffinatezza formale italiana, unita alla tradizione spagnola, ha così generato una simmetria culturale duratura, alimentata anche da affinità linguistiche e da una costante condivisione di temi universali come l’amore, il dolore, la passione, la morte e il rapporto con la natura.
In questa prospettiva, il festival si propone di promuovere la poesia contemporanea e i nuovi autori, creando uno spazio di confronto tra intellettuali italiani e spagnoli, con l’ambizione di diventare un appuntamento annuale capace di rinnovare e consolidare questo dialogo nel tempo.
“Inaugurare un festival della poesia italiana in Spagna è, quindi, una operazione complessa per il peso di questa grande tradizione e, più volgarmente, per i crismi della post-globalizzazione digitale”, afferma Elena Fontanella, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. “Tuttavia come Istituto Italiano di Cultura abbiamo ritenuto che la poesia sia lo strumento più incline a rispondere ad alcuni quesiti culturali pressanti: come attuare la salvaguardia e la promozione delle lingue nazionali fonte primaria di comprensione del proprio patrimonio letterario e di memoria e come rispondere all’esigenza di dialogo e confronto tra i paesi che sorgono da radici linguistiche comuni”.
La direzione artistica di questa prima edizione è affidata a Davide Rondoni, poeta e intellettuale tra i più autorevoli del panorama italiano contemporaneo, che afferma: “ogni appuntamento di poesia è una sorpresa, una festa di visioni. Che poesia italiana e spagnola si incontrino raddoppia la sorpresa e la festa. Nel nome di San Francesco e di Lorca e delle due grandi tradizioni e di un vivacissimo presente”.
Il programma, ricco e articolato, si sviluppa attorno a due importanti ricorrenze: gli 800 anni di San Francesco d’Assisi, figura emblematica di una poesia capace di leggere e cantare la natura, e il centenario della stesura della poesia “Caracola” di Federico García Lorca, opera che incarna una visione poetica in cui la dimensione naturale si intreccia profondamente con quella poetica. Due riferimenti simbolici che evidenziano il legame tra poesia e natura, filo conduttore dell’intero festival.
La manifestazione si apre venerdì 8 maggio con la presentazione ufficiale, seguita da due incontri svolti simultaneamente: “Tra la conchiglia e il cielo” e “Anime latine e selvatiche”, che vedranno protagonisti poeti italiani e spagnoli in un dialogo di letture incrociate. Nei giorni successivi, il festival prosegue con momenti di confronto come “Che cosa è la natura – chiedetelo ai poeti”, una conversazione dedicata al rapporto tra poesia e natura, e con incontri tematici come “Donna, poesia e libertà a partire da Ada Negri e Maria Zambrano”, con Carmen Giussani, che approfondisce il ruolo della voce femminile nella tradizione poetica europea.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla contaminazione tra linguaggi artistici: dalla performance “Musica e poesia”, che unisce parola e suono con progetti come Pianopoetry. Resonances e Cortar pescado en Manila, fino a momenti più ritmici e performativi come “Batte il ritmo e la poesia risponde” di Rione Junno e Davide Rondoni. Non mancheranno appuntamenti centrati sui grandi temi della poesia contemporanea, come “L’amore non è giusto”, dialogo tra poeti di diverse provenienze tra cui Raquel Lanseros, Alexis Pimienta e lo stesso direttore artistico.
Particolare rilievo assume il focus su San Francesco, con la conferenza-spettacolo “San Francesco 800” e il suggestivo “Cantico delle creature”, che unirà lettura poetica e musica dal vivo con l’Orchestra di Musica Popolare italiana diretta da Ambrogio Sparagna, in una vera e propria festa di poesia e musica.
Il festival ospiterà inoltre la proiezione del documentario “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, alla presenza del regista Mario Vitale, offrendo uno sguardo cinematografico su una delle figure più significative della poesia italiana del Novecento.
Il programma completo del festival è disponibile a questo link.
Torna per l’edizione numero 26 il Festival del Cinema Italiano in Giappone, a Tokyo dall’1 al 6 maggio con una ripresa ad Osaka il 9 e 10 maggio. Il festival è uno degli appuntamenti più prestigiosi ed efficaci del cinema italiano all’estero, divenuto in un quarto di secolo non solo vetrina presso una platea esigente, ma una vera finestra per le nostre produzioni in uno dei mercati nodali del panorama internazionale.
Il Festival è organizzato da Cinecittà, Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Istituto Italiano di Cultura di Osaka e dal colosso editoriale Asahi Shimbun, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.
La selezione dei film è effettuata da Takashi Matsuura, critico del Dipartimento Promozione Culturale dell’Asahi Shimbun, con l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e quello di Osaka.
Sono 14 i titoli selezionati quest’anno, in una rassegna che ha raggiunto un risultato straordinario: il 40% dei film presentati trovano poi distribuzione nelle sale giapponesi.
“Il Festival del Cinema Italiano giunge alla sua ventiseiesima edizione in un anno di straordinaria rilevanza per le nostre relazioni bilaterali, nel pieno delle celebrazioni per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Giappone, Mario Vattani. “La rassegna di quest’anno si distingue per una partecipazione senza precedenti, con una folta delegazione di professionisti e artisti giunta dall’Italia per il Festival, segno del rinnovato interesse e della vitalità del nostro comparto audiovisivo. Il cinema non è solo espressione artistica, ma un asset strategico della diplomazia della crescita. Attraverso la promozione dell’audiovisivo italiano e il recente Accordo di coproduzione cinematografica tra Italia e Giappone, intendiamo non solo favorire lo scambio culturale, ma attrarre nuovi investimenti e creare solide opportunità di crescita per la nostra industria creativa, consolidando un legame che vede nei nostri Paesi due riferimenti imprescindibili nel panorama culturale mondiale”.
”Quest’anno, per la prima volta, l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha co-organizzato con Cinecittà un breve ciclo di proiezioni dal titolo Mercoledì con il cinema italiano”, sottolinea la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, Silvana De Maio. “In attesa dell’inizio del festival, nel corso del mese di aprile sono proposti quattro film già presentati durante le passate edizioni, preceduti da un breve saluto dei rispettivi registi al pubblico dell’Istituto. L’evento settimanale è accompagnato dalla nuova edizione di proiezioni online che permette al pubblico su tutto il territorio giapponese di assistere a una ricca selezione di film italiani tra i quali anche tre cortometraggi realizzati da grandi maestri contemporanei come Marco Bellocchio, Mario Martone e Ferzan Ozpetek”.
“Cinecittà è da sempre e oggi di più una pedina fondamentale della diplomazia culturale italiana”, ha affermato il presidente Antonio Saccone. “La sua duplice anima di impresa culturale ci stimola per dna a tessere rapporti istituzionali per raccontare ovunque la cultura audiovisiva italiana, mentre le nostre competenze ci consentono di raggiungere il dialogo per aiutare i nostri film ad avere mercato. Il Giappone è un partner unico per storia e per competenze audiovisive, e se da oltre 25 anni portiamo qui i nostri autori, registi, attori, le storie e lo stile del cinema italiano, vuol dire che l’esperienza funziona. Cinecittà si impegna a far sì che quello che di eccellente abbiamo fatto, lo sia sempre di più in sinergia con tutti i soggetti istituzionali e industriali”.
“Da produttrice prima e oggi come rappresentante pubblico so che gioia è portare un film in un contesto internazionale vivace e forte come il Giappone”, ha dichiarato Manuela Cacciamani, amministratore delegato di Cinecittà, per la quale “uno degli impegni più importanti è presentare al mondo quello che la nostra produzione, i nostri creativi, gli artisti e gli artigiani, i rappresentanti del nostro immaginario, sanno fare. È una bellissima festa di lavoro e passione e non c’è spettacolo più grato che assistere alle file di spettatori a Tokyo e Osaka curiose di vedere cosa il cinema italiano è in grado di raccontare. Cinecittà non è solo studi, set, è anche questo passaporto dei nostri cineasti, e il Giappone è una delle mete più belle e sfidanti che possiamo raggiungere”.
Le proiezioni si terranno presso la Yurakutcho Asahi Hall di Ginza, a Tokyo, dall’1 al 6 maggio, e l’ABC Hall di Osaka, il 9 e il 10.
I film selezionati per il 26. Festival del Cinema italiano a Tokyo sono: Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi; Cinque secondi di Paolo Virzì; Diamanti di Ferzan Ozpetek; Elisa di Leonardo Di Costanzo; Fuori di Mario Martone; Gioia mia di Margherita Spampinato; L’arte della gioia di Valeria Golino; La città proibita di Gabriele Mainetti; La vita da grandi di Greta Scarano; La vita va così di Riccardo Milani; Le città di pianura di Francesco Sossai; Primavera di Damiano Michieletto; Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi; e Un anno di scuola di Laura Samani.
A Osaka saranno presentati: Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi; Fuori di Mario Martone; La città proibita di Gabriele Mainetti; La vita da grandi di Greta Scarano; La vita va così di Riccardo Milani; Le città di pianura di Francesco Sossai; e Primavera di Damiano Michieletto.
Come ogni anno è prevista la presenza di una delegazione artistica che incontrerà il pubblico giapponese per presentare i film. Sono presenti quest’anno Gabriele Mainetti, Riccardo Milani, Ferzan Ozpetek, Ludovica Rampoldi, Gianfranco Rosi e Margherita Spampinato.
Il festival del cinema italiano si tiene tradizionalmente durante la Golden Week, tra fine aprile e inizio maggio, il periodo delle vacanze primaverili giapponesi legate ad alcune festività locali, permettendo di intercettare il pubblico festivo. La risposta del pubblico e dei cinema locali è sempre arrivata forte e partecipe. (focus\aise)