Italiani nel mondo e dove trovarli (2)

ROMA – focus/ aise – È stata prorogata la data al prossimo 2 settembre la data di scadenza per le candidature al Premio Internazionale “Pugliesi nel Mondo”.
A dirlo è stata nei giorni scorsi l’Associazione Internazionale Pugliesi nel Mondo, che ha motivato questa proroga per “dare la possibilità anche alle tante istituzioni che ci hanno chiesto più tempo per individuare eventuali concittadini da proporci”.
L’Edizione 2026 si svolgerà nella Città dei Due Mari, a Taranto, presso il Teatro Fusco sabato 5 dicembre 2026, precisando che questa particolare iniziativa viene annualmente organizzata in una diversa città pugliese.
Una nuova camera per il reparto maternità dell’Ospedale comunitario São Peregrino Lazziozi di Veranópolis, nel Rio Grande do Sul, in Brasile. È quanto coperto dalla donazione di 1.500 dollari dall’EFASCE – Pordenonesi nel Mondo, associazione che ha uno stretto legame con questa zona del gigante Sudamericano, meta dell'emigrazione storica dal Friuli Venezia Giulia tra Ottocento e Novecento. Una zona che nell'agosto del 2024 fu colpita da una drammatica alluvione, dopo la quale l'Ente di Pordenone si mise all'opera per raccogliere fondi a favore delle popolazioni locali in stretto contatto con i propri Segretariati attivi in loco e coordinati da responsabile nazionale di Efasce Brasile Argel Rigo.
Alla cerimonia di inaugurazione, oltre a Rigo — responsabile della realizzazione del progetto —, hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni della zona legati a Efasce: José Grando/Centro Culturale di Veranópolis; Leandro Rigo/Fagundes Varela, Rosimar Brandalise/Nova Prata, Makielen Ceccato/Vila Flores e Sergio Rigo/EFASCE Veranópolis, che ha partecipato in modalità online. Anche il presidente Angioletto Tubaro si è collegato dall'Italia.
"Una raccolta fondi - dichiara il presidente di Efasce - iniziata durante il mandato del mio predecessore Gino Gregoris e che ora trova il suo compimento permettendo un messaggio di speranza dopo le sofferenze del 2024 per il territorio e le comunità del Rio Grande do Sul. Significativo il fatto che diamo compimento a tale iniziativa solidale in questo 2026 in cui ricorrono i 50 anni dal terremoto del Friuli: allora furono tanti gli emigranti che diedero aiuto alla loro regione d'origine, mentre ora anche noi abbiamo potuto dare un piccolo ma tangibile segno di solidarietà verso i discendenti di chi è partito da qui tanti anni fa".
Dopo gli interventi, il nuovo posto letto ha ricevuto la benedizione di padre Celito Moro dell'Efasce Santa Maria, che ha anch'egli partecipato a questo momento in modalità online.
Il direttore generale dell'ospedale Rogério Franklin da Silva, accompagnato dal suo team, ha ringraziato Efasce e tutti i partner che hanno reso possibile questo arricchimento dei servizi sanitari offerti alla comunità.
Il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana inaugurerà il prossimo 3 settembre alle ore 18.00 l'installazione video dedicata a Spartaco Scarpellini, una straordinaria testimonianza di emigrazione, memoria e identità tra Italia e Stati Uniti, dal titolo “Doppio sguardo”.
L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e la casa produzione cinematografica Kiné e vedrà la partecipazione di Paolo Masini (presidente Fondazione MEI), Paolo Simoni (direttore Fondazione Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia), Maria Chiara Prodi (segretaria generale del CGIE), Matteo Daffadà (presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo) e Filippo Giorgetti (sindaco di Bellaria Igea Marina).
Nato a Boston nel 1919 da una famiglia di anarchici romagnoli, Spartaco Scarpellini a partire dal Dopoguerra ha tenuto un diario filmato in 8mm, una raccolta di immagini in movimento della sua vita divisa tra due continenti. Si alternano un centinaio di pellicole girate negli Stati Uniti, dove ha fatto carriera nel più rinomato locale della capitale del Massachusetts, il Joseph's Restaurant (frequentato dai Kennedy e da attori e sportivi) e in Italia, a Bellaria, dove i genitori e i fratelli sono tornati nel 1926. Con la cinepresa amatoriale Spartaco attiva un "doppio sguardo" che evoca una storia di emigrazione e viaggi al contrario, e l'incontro tra diversi immaginari che talvolta confondono. Le spiagge di Cape Cod ricordano a Scarpellini quelle della Riviera e viceversa o forse richiamano alla memoria la Normandia del suo primo ritorno in Europa del 1944. I suoi film raccontano il piacere di portarsi indietro pezzetti di Stati Uniti, come un'automobile di lusso per farsi bello, oppure la spinta di avviare imprese di famiglia come l'apertura dell'American Hotel, prima di stabilirsi definitivamente in Italia dove muore nel 1998 senza figli e tra i nipoti a cui vuole molto bene. Una storia probabilmente emblematica, raccontata con le immagini e le testimonianze di chi oggi ricorda con grande affetto questo zio d'America.
L’archivio filmico di Spartaco Scarpellini è stato restaurato e digitalizzato dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia con il contributo di Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission e Ministero della Cultura – DGCA, in collaborazione con MEI – Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. (focus\aise)