Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – La tragedia di Mattmark è una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana. Nella catastrofe avvenuta il 30 agosto 1965 persero la vita 88 lavoratori, tra cui 56 italiani. Per ricordarla, nel suo sessantesimo anniversario, la giornalista Alessandra Rossi le ha dedicato un prezioso docufilm prodotto dalla RAI: “Mattmark 1965. Storie vicine e lontane” ripercorre la tragedia del ghiacciaio dell'Allalin attraverso i volti e le storie familiari di chi è venuto dopo la catastrofe, ma ne serba il ricordo perché parte del proprio “albero migratorio” o perché ne condivide, in altri tempi e contesti, la parabola migratoria.
La prima proiezione pubblica in Svizzera si terrà questo sabato, 17 gennaio, alle 20.00, presso la Casa delle Associazioni (Erlkönigweg 30, 4058) a Basilea per iniziativa del Gir – Giovani in rete.
Alla proiezione seguirà un dibattito alla presenza dell’autrice, Alessandra Rossi, di Toni Ricciardi, deputato e storico dell’emigrazione da sempre impegnato nella memoria viva della tragedia di Mattmark.
Il docufilm sarà proiettato in lingua italiana, l'ingresso è libero.
L’iniziativa rappresenta l’anteprima di “Sconfinamenti – Festival del libro italiano a Basilea”.
Prima della proiezione c’è anche la possibilità di cenare a partire dalle ore 18.30 (info e prenotazioni: girsvizzera@gmail.com - 076 592 45 32).
Il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni, ospitato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, chiuderà temporaneamente al pubblico a partire da lunedì 9 febbraio. La chiusura, ha spiegato l’Abm, si rende necessaria per consentire un importante intervento di aggiornamento delle sale espositive esistenti e per l’ampliamento del percorso museale, che comprenderà una nuova sala al secondo piano della struttura.
I lavori proseguiranno fino alla fine del mese di giugno 2026. Fino ad allora il museo non sarà visitabile, ma resta la possibilità di accedere al MiM fino a venerdì 6 febbraio 2026, ultimo giorno di apertura prima della sospensione delle attività.
Il progetto di rinnovamento punta a valorizzare ulteriormente la storia dell’emigrazione bellunese e veneta, arricchendo i contenuti multimediali e ampliando gli spazi dedicati al racconto delle migrazioni, della memoria e delle identità.
“La chiusura temporanea del MiM – ha commentato il presidente dell’Abm, Oscar De Bona – rappresenta un passaggio necessario per offrire al pubblico un museo ancora più moderno, accessibile e capace di raccontare in modo efficace la storia dell’emigrazione non solo bellunese, ma di tutto il territorio regionale. Stiamo lavorando a un ampliamento significativo che darà nuovo spazio ai contenuti e alle testimonianze. Alla riapertura ci saranno importanti novità, pensate sia per i visitatori locali sia per i veneti nel mondo che tornano a visitare la loro terra d’origine”.
Una marca commemorativa per ricordare Giulio Regeni a 10 anni dalla sua scomparsa in Egitto, rinnovando così la richiesta di verità e giustizia sulla sua morte. È quanto avverrà a Londra la prossima domenica 25 gennaio con l’iniziativa civica organizzata da un gruppo di cittadini e accademici e da alcune realtà attive dell’associazionismo della comunità italiana nel Regno Unito. La marcia si concluderà con un minuto di silenzio alle 18.41 davanti all’Ambasciata d’Italia, in difesa della libertà accademica e dei diritti umani.
Giulio Regeni, dottorando all’Università di Cambridge, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016 mentre stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo la strada per Alessandria, con evidenti segni di tortura.
Da allora, il caso è stato oggetto di una complessa e dolorosa vicenda giudiziaria e diplomatica, segnata da ostacoli nelle indagini, ricostruzioni contraddittorie e da una persistente mancanza di piena collaborazione da parte delle autorità egiziane.
L’iniziativa londinese nasce su spinta di un gruppo di cittadini e accademici e ha immediatamente trovato il supporto di altre associazioni e movimenti italiani attivi nel Regno Unito. L’obiettivo è mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non riguarda soltanto una famiglia in cerca di risposte, ma solleva questioni fondamentali legate al diritto alla verità, alla libertà accademica, alla protezione dei ricercatori e, più in generale, alla difesa dei diritti umani.
I partecipanti alla marcia del 25 gennaio sono invitati a titolo individuale e senza segni di natura politica a radunarsi alle ore 18.00 in Audley Street, nei pressi dell’Ambasciata d’Egitto nel Regno Unito, per poi camminare insieme fino a Grosvenor Square, davanti alla sede dell’Ambasciata d’Italia. Qui, alle 18.41 ora britannica (l’orario dell’ultimo messaggio inviato da Giulio Regeni) verrà osservato un minuto di silenzio, in sintonia con le commemorazioni che si tengono anche a Fiumicello, il suo paese natale. Non sono previsti interventi pubblici.
Attraverso questo momento di memoria e impegno civile, gli organizzatori intendono ribadire che chiedere verità per Giulio Regeni significa difendere la libertà di ricerca e di parola e affermare che nessuno – studente, lavoratore o attivista – dovrebbe essere lasciato senza protezione quando opera in contesti difficili. L’iniziativa intende anche ricordare al governo italiano che i cittadini non si sono ancora stancati di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni. (focus\aise)