Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – La diaspora scientifica italiana crea ponti “invisibili ma solidissimi” tra l’Italia e il mondo. Grazie alla curiosità che spinge gli esseri umani verso il sapere, rende le persone più coscienti. Ma non solo, perché nonostante la distanza tra il Belpaese e i ricercatori italiani e le ricercatrici italiane nei 5 continenti, rende anche l’Italia un Paese più forte, più dinamico, più competente, più innovativo. Perché il “made in Italy più autentico sta nelle persone”. E quelle persone, ovunque siano, rappresentano l’Italia. E per questo, agli studiosi italiani e alle studiose italiane in giro per il mondo, andrebbe detto sempre “grazie”.
Così, dopo l'esecuzione dell'Inno nazionale, si è aperta questa mattina a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, organizzata dalla Texas Scientific Italian Community, e in particolare dal suo chairman, Vincenzo Arcobelli (anche consigliere CGIE per gli Stati Uniti).
Per i saluti iniziali, sono intervenuti diversi esponenti del mondo della ricerca e del made in Italy. Tra questi, il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che rivolgendosi alla platea di scienziati e scienziate, ha spiegato: “la scienza non ha patria, lo scienziato ne ha una. E voi avete scelto di portare questa patria ovunque siate andati”.
Salutando con favore la Conferenza tornata a Roma per la sua 20esima edizione, l’esponente del Governo ha aggiunto: “20 anni di incontri, di idee, di Italia nel mondo attraverso la ricerca”. “Oggi non è una ricorrenza qualunque: è un traguardo”. Il made in Italy non è solo enogastronomia, motori, o altre eccellenze che conosciamo: “il made in Italy più autentico sta nelle persone. Nell'approccio al lavoro, che trasforma un compito in un'opera”. E di nuovo rivolgendosi a ricercatori e ricercatrici: “voi siete il made in Italy”.
Per Valentini, infatti, gli scienziati italiani nel mondo sono “i nostri ambasciatori più credibili”. Per questo, ha esortato a restare “uniti”. “Alcuni sono andati via per necessità, altri per scelta. Le ragioni per chi ha dovuto lasciare l'Italia sono note. Ma ci deve essere sinergia. Non solo slogan. Ci deve essere riconoscimento: la diaspora scientifica è importante per il nostro paese. E deve diventare fattuale. Il fatto di essere tornati, per questa ventesima edizione della Conferenza, nella città dove si prendono decisioni, a Roma, è importante”. Per concludere, il Viceministro ha chiesto a tutti e tutte le partecipanti di “portate la vostra franchezza”. “Diteci cosa vi serve e cosa potete continuare a dare all’Italia”.
Intervenuta anche Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università di Roma “La Sapienza”, che dal canto suo ha manifestato tutto il suo apprezzamento per questa “iniziativa di straordinaria rilevanza” che rappresenta uno dei “principali appuntamenti per la valorizzazione del lavoro di ricercatori e ricercatrici e il legame con il mondo scientifico internazionale”. Polimeni ha anche spiegato di apprezzare il programma dell’iniziativa, che ha una “panoramica ampia”. Non sono mancati anche dei suggerimenti da parte sua: “Questo network va socializzato e diffuso”. E la politica deve lavorare per “sostenere la mobilità scientifica e il rientro dei talenti”. Attrazione e tecnologia sono infatti “temi fondamentali per lo sviluppo del paese. E le università hanno un ruolo rilevante” perché “la capacità di innovazione fa la differenza”. E per farla serve un obiettivo chiaro: “coniugare la responsabilità scientifica e l’avanzamento della conoscenza del Paese”. Una Conferenza come quella di oggi, secondo Polimeni, “è importante per consolidare la rete con i nostri ricercatori”. E fare rete è “una condizione essenziale per il progresso scientifico e sociale. Viva i ricercatori italiani nel mondo”.
A seguire, Angela Lombardi, componente della Texas Scientific Italian Community, ha letto il messaggio di soddisfazione e orgoglio del presidente, Andrea Giuffrida, impossibilitato a partecipare. Ma dal messaggio non poteva mancare un grande senso di orgoglio per il traguardo dei 20 anni della Conferenza e del ritorno a Roma. Infine, gli auguri per “una conferenza stimolante”.
Prima del Chairman della Conferenza, che ha definitivamente aperto i lavori, la moderatrice Incoronata Boccia ha letto anche il saluto d’auguri del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, poi introdotto il video-messaggio della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che si è rivolta direttamente a ricercatori e ricercatrici: “siete una risorsa strategica per il Paese”. E la dimostrazione è che “la cooperazione scientifica è sempre più importante”, specie quella con gli USA, definita come “la più importante”. Bernini ha quindi affermato: “vi ringraziamo uno a uno. Siete un Pezzo d'Italia che guarda avanti con il vostro lavoro”.
A seguire anche un altro video-messaggio, quello di Francesca Mariotti, Presidente dell’Enea, secondo la quale questo “lungo percorso” fatto di “scienza” e di “comunità” “continua a crescere con gli italiani”. La Presidente dell’ENEA ha quindi ricordato come l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile abbia accompagnato questo percorso in passato, dicendosi però “lieta di farlo ancora”, in particolare in qualità di “ponte tra comunità scientifica internazionale e paese”.
Da ultimo, prima dell’intervento finale, un omaggio al fisico e divulgatore scientifico, Antonino Zichichi, e al Professor Lucio Ubertini, della Texas Scientific Italian Community.
A chiudere la sessione inaugurale è stato Arcobelli, che, in un appassionato intervento, si è detto pieno di orgoglio e di gratitudine per questo “percorso straordinario: 20 anni di impegno, passione e visioni condivise”. Arcobelli ha quindi ricordato come in questi 20 anni la conferenza sia diventata “punto di riferimento essenziale per migliaia di italiani che pur operando oltre i confini nazionale hanno continuato a sentirsi parte viva del nostro paese”.
Arrivare alla ventesima edizione, secondo Arcobelli, “non è stato scontato, né facile”. Per questo “è un grande risultato”. In questi 20 anni “avete costruito ponti invisibili e solidissimi tra l’Italia e il mondo, avete trasformato distanza geografica in ricchezza di prospettive, la diaspora in una rete di eccellenza e la lontananza in un’opportunità di crescita collettiva”.
Per Arcobelli, ogni edizione della Conferenza ha rappresentato “un momento di incontro autentico, di scambio nel mondo e di rinnovato amore per la ricerca, per l’innovazione e per la cultura italiana”. Con il loro lavoro, “tante storie personali si sono intrecciate alla storia italiana, una storia che non si ferma nei suoi confini ma vive, crea e brilla ovunque ci siano intelligenza, curiosità e dedizione al sapere. Avete dimostrato che essere italiani nel mondo significa portare competenze, creatività e quel genio che da sempre ci caratterizza”.
È per questo che Arcobelli, in ultima analisi, ha voluto dire una cosa in particolare ai ricercatori e alle ricercatrici: “grazie. Grazie per aver tenuto alta la bandiera della ricerca italiana all'estero. Per aver creato uno spazio di dialogo aperto e inclusivo, per aver investito il vostro talento per costruire un futuro migliore per l’Italia e per il mondo. Che i prossimi 20 anni siano ancora più luminosi, ricchi di sfide e ambizioni, collaborazioni internazionali sempre più feconde e risultati che riempiono di orgoglio le generazioni future – ha concluso -. In ogni angolo del Mondo, ovunque ci sia un italiano, lì c'è l'Italia”.
“È grave e inaccettabile che, in occasione del settantesimo anniversario, l'8 agosto, della tragedia mineraria di Marcinelle dove morirono 262 minatori di cui 136 Italiani, all'Ugl sia stata negata la possibilità di apporre una targa commemorativa sul Muro del Ricordo della miniera di Bois du Cazier. Un diniego che non riguarda una semplice questione organizzativa, ma colpisce il principio stesso della memoria condivisa. Marcinelle non appartiene a una parte politica, a una sigla o a un fronte sindacale: appartiene alla storia del lavoro, al sacrificio degli italiani emigrati, al dolore delle famiglie e alla coscienza civile dell’Europa”. Così Paolo Capone, Segretario Generale UGL, a commento del messaggio con cui l’associazione “Le Bois du Cazier”, ente gestore del sito minerario, ha negato al sindacato l’autorizzazione ad apporre una targa commemorativa.
“La risposta ufficiale dell’ASBL “Le Bois du Cazier” è particolarmente allarmante”, commenta Capone. “Nella comunicazione inviata al nostro incaricato viene infatti affermato che il rifiuto sarebbe stato deciso in ragione della presunta “tendenza di estrema destra” attribuita alla nostra organizzazione. Siamo davanti a un cortocircuito democratico: si pretende di difendere i valori della memoria e del pluralismo negando, proprio in quel luogo, la libertà di espressione e lo stesso pluralismo. Ancora più grave – aggiunge Capone – è che tutto ciò avvenga in un sito sostenuto anche da risorse pubbliche, comunali, regionali ed europee. Chi gestisce un luogo della memoria con fondi della collettività non può trasformarlo in uno spazio selettivo, dove il diritto al ricordo viene subordinato a un giudizio ideologico”.
“La tragedia di Marcinelle – sottolinea il segretario generale dell’Ugl – non può essere sottoposta a un “passaporto politico” e non si può decidere chi abbia titolo a commemorare i minatori caduti sulla base della collocazione, vera o presunta, di chi rende omaggio alle vittime”. “Per l’Ugl il ritiene ricevuto è un atto discriminatorio, lesivo della dignità della nostra organizzazione e, soprattutto, offensivo verso la memoria stessa dei lavoratori italiani morti l’8 agosto 1956. Non accetteremo che un patrimonio collettivo venga ridotto a terreno di esclusione ideologica. La memoria di Marcinelle deve restare di tutti, non diventare proprietà privata di qualcuno. Il caso – informa Capone – è già stato portato all’attenzione delle istituzioni competenti, italiane ed europee. L’UGL chiede che venga ristabilito un principio semplice ma fondamentale: davanti al sacrificio dei lavoratori – conclude il segretario generale - non esistono steccati politici ma solo il dovere del rispetto”. (focus\aise)