Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – Si avvicina la data del 9 agosto, ultimo giorno disponibile per candidarsi ad uno degli Young Investigator Awards 2025, riconoscimenti con cui la Fondazione per gli scienziati italiani nel Nord America - ISSNAF premia ogni anno i giovani ricercatori e studiosi italiani presenti negli Stati Uniti e in Canada. Questi premi, cinque in totale, celebrano il contributo dei connazionali che lavorano nell'innovazione in diverse discipline accademiche.
Questi i 5 premi: Premio Ambasciata d'Italia per la ricerca per le Biotecnologie; Premio Bruno Toushek INFN per la ricerca in fisica fondamentale; Premio Mario Gerla per la ricerca informatica; Premio Paola Campese per la ricerca sulle malattie ematologiche; Premio RnB4Culture per l'innovazione nello studio della cultura italiana.
Gli interessati devono presentare la propria candidatura tramite il form pubblicato sul sito dell'ISSNAF, inviando il proprio curriculum, la sintesi della ricerca, i contributi personali e due lettere di referenze.
Qualità della ricerca e impatto della stessa saranno, secondo quanto si legge sul sito dell'ISSNAF, i due principali criteri di valutazione della candidatura.
Verranno quindi selezionati tre finalisti per ciascun premio. Questi, presenteranno la propria ricerca a una giuria definita "di alto livello", che a sua volta selezionerà i vincitori, che verranno annunciati durante l'ISSNAF Annual Event, che si terrà all'Ambasciata d'Italia a Washington, dove avranno modo anche di dibattere sul proprio lavoro.
Per partecipare ci sono tre requisiti: possedere la cittadinanza italiana, essere affiliati a un istituto di ricerca negli Stati Uniti o in Canada (ad eccezione per i candidati al Premio Ambasciata d'Italia che devono lavorare negli Stati Uniti) e essere in possesso di un dottorato di ricerca o di una "Medical/Veterinary Residency" completata nel 2018 o dopo.
I vincitori riceveranno un premio di 3.000 dollari e saranno invitati, insieme ai finalisti, a partecipare all'evento annuale dell'ISSNAF che comprende il viaggio e l'alloggio. Inoltre, i finalisti riceveranno un riconoscimento pubblico per i loro risultati.
Il termine per le candidature è fissato al 9 agosto; le lettere di referenze devono essere consegnate entro il 17 agosto, il 20 agosto i candidati verranno informati sull'accettazione della loro candidatura mentre il 20 settembre verranno informati dell'eventuale nomina a finalisti.
Il Premio Ambasciata d'Italia per la ricerca nelle biotecnologie è stato istituito nel 2020. Istituito nel 2020, il Premio quest’anno intende riconoscere i contributi dei ricercatori italiani negli Usa attivi nel vasto campo delle biotecnologie a lavoro per accrescere la comprensione su molecole, cellule, tessuti, organismi, processi e la loro applicazione a campi di ampia portata tra cui sanità, agricoltura, ambiente e industria.
Il Premio Bruno Toushek INFN per la ricerca in fisica fondamentale, invece, è nato nel 2022 dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, questo premio onora la memoria del Prof. Bruno Touschek per il suo lavoro pionieristico nel campo della fisica delle particelle elementari e degli acceleratori di particelle. Riconosce contributi nei campi delle interazioni fondamentali della materia, come la fisica delle particelle elementari, la fisica nucleare, la cosmologia e la fisica dei fasci di particelle.
Il Premio Mario Gerla per la ricerca informatica è stato istituito dalla famiglia Gerla nel 2019 per onorare la memoria di Mario Gerla, pioniere delle reti informatiche, professore di informatica presso l'UCLA e membro fondatore dell'ISSNAF.
Il Premio Paola Campese per la ricerca sulle malattie ematologiche è stato istituito da Stefania e Vito Campese nel 2011 ed è in memoria della loro giovane, talentuosa e generosa figlia Paola.
Infine, il Premio RnB4Culture per l'innovazione nello studio della cultura italiana, istituito nel 2021 da RnB4Culture, riconosce la vivacità della ricerca nella cultura italiana e la sua natura in evoluzione espressa in vari modi, come l'uso innovativo della tecnologia, l'originalità dell'approccio o il contributo a questioni e tendenze più ampie nelle discipline umanistiche in generale.
Con l’ordinanza numero 147, depositata oggi 23 luglio, la Corte costituzionale ha disposto un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, in ordine alla preclusione originaria all’acquisto della cittadinanza italiana previsto dall’articolo 3 bis introdotto dalla riforma varata dal Governo l’anno scorso.
L’ordinanza si riferisce ai giudizi promossi dal Tribunale di Mantova e dal Tribunale di Campobasso in relazione all’articolo 3-bis della legge numero 91 del 1992, introdotto dall’articolo 1 del decreto-legge numero 36 del 2025, convertito nella legge numero 74 del 2025, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”.
Tale disposizione – ricorda la Consulta – stabilisce che, in deroga alle norme previgenti che prevedevano la trasmissione illimitata per filiazione della cittadinanza, “è considerato non avere mai acquistato la cittadinanza italiana chi è nato all’estero anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo ed è in possesso di altra cittadinanza”, a meno che ricorra una delle seguenti condizioni: a) lo stato di cittadino è riconosciuto (in via amministrativa o giudiziale) a seguito di domanda presentata entro le ore 23:59 del 27 marzo 2025; b) un genitore o un nonno possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana; c) un genitore o adottante è stato residente in Italia per almeno due anni continuativi successivamente all'acquisto della cittadinanza italiana e prima della data di nascita o di adozione del figlio.
Il Tribunale di Campobasso ha censurato tale disposizione, fra l’altro, per violazione dell’articolo 9 del TUE (Trattato sull’Unione europea) e dell’articolo 20 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), che attribuiscono la cittadinanza dell'Unione a chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. Il giudice, in questo caso, aveva invocato una giurisprudenza della Corte di giustizia in base alla quale le norme privative della cittadinanza devono prevedere un esame individuale delle conseguenze prodotte sulla vita degli interessati, in attuazione del principio di proporzionalità.
Ai fini della risoluzione di tale questione, le parti private hanno chiesto alla Corte costituzionale di disporre un rinvio pregiudiziale alla CGUE, in merito alla portata degli articoli 9 TUE e 20 TFUE e della giurisprudenza della stessa Corte riguardante il tema della cittadinanza.
La Corte ha deciso di dare seguito a tali richieste, in omaggio al principio di leale cooperazione e alla competenza esclusiva della CGUE a fornire l’interpretazione definitiva del diritto dell’Unione, ma, allo stesso tempo, ha ribadito la posizione già assunta con la sentenza numero 63 del 2026, che aveva dichiarato non fondata la censura sollevata in riferimento agli articoli 9 TUE e 20 TFUE. Per la Consulta, la giurisprudenza della CGUE invocata dal giudice di Campobasso riguarda casi in cui uno Stato membro ha privato un soggetto di uno status (di cittadino nazionale e, dunque, europeo) accertato, incidendo quindi su diritti concretamente esercitabili dallo stesso soggetto: il che non accade per il censurato articolo 3-bis.
Dunque, alla CGUE si chiede di sapere se gli articoli 9 TUE e 20 TFUE ostino all’adozione di una disciplina come quella prevista dall’articolo 3-bis della nuova legge sulla cittadinanza nella parte in cui configura una preclusione originaria all’acquisto della cittadinanza italiana a carico di chi è nato all'estero anche prima della data di entrata in vigore dello stesso articolo 3-bis ed è in possesso di altra cittadinanza, salvo che ricorra una delle condizioni indicate nel seguito della medesima disposizione. (focus\aise)