Italiani nel mondo e dove trovarli

ROMA – focus/ aise – Un nuovo corso intermedio di italiano e culturale regionale del Friuli Venezia Giulia. È quanto organizzato dall’EFASCE – Pordenonesi nel Mondo e che prenderà il via il 2 febbraio (iscrizioni entro il 18 gennaio).
Il corso consiste in 8 video lezioni registrate di 10-15 minuti. 8 lezioni da 60 minuti in diretta con un insegnante, cioè una settimana, in orario e giorno da definire in base alle esigenze della maggioranza degli iscritti (la lezione verrà poi registrata e sarà possibile riguardarla in seguito), 30 minuti a settimana di test e compiti da svolgere online, 2 test intermedi e 1 test finale, approfondimenti tematici con video/foto sul Friuli Venezia Giulia e la sua cultura.
Il termine del corso è in programma il 29 marzo. Per l’iscrizione è necessario compilare un documento disponibile a questo link.
Si terrà il prossimo 25 gennaio, alle ore 13.30, l’evento organizzato dalla Società abruzzese-molisana di Washington, Stati Uniti, dedicato al cibo e alla cultura.
All’evento, dal titolo “Benessere, nutrizione e Dieta Mediterranea”, ci sarà ospite Jennifer Primeggia, specialista in malattie infettive che esercita ad Arlington. Particolare attenzione sulla Dieta Mediterranea, in particolare per quanto riguarda l'alimentazione e il sistema immunitario, con particolare attenzione all'infiammazione e ai benefici della Dieta Mediterranea.
La dottoressa Primeggia darà dunque consigli su come affrontare gli stili di vita odierni, sempre più impegnativi.
I biglietti per prendere parte all’evento sono disponibili all'indirizzo.
Dinamiche linguistiche, identitarie e socioculturali delle comunità italiane e delle minoranze linguistiche all’estero, in particolare nei contesti migratori in America del Nord e del Sud. Su questo si basava il convegno dell’Università di Udine tenutosi l'8 e 9 gennaio scorso. Durante il convegno, intitolato “Profiling linguistic and sociological diversity in Italian global space”, è stata presentata una ricerca, coordinata da Francesco Zuin e da Raffaella Bombi e che ha visto la collaborazione attiva dell'Ente Friuli nel Mondo, dalla quale è emerso che il friulano è un vero simbolo di identità, anche dall'altra parte dell'oceano. Difatti, oltre due discendenti di emigranti su dieci hanno una competenza almeno base della lingua friulana.
Durante l’evento si è discusso dunque dell’italiano di emigrazione, di lingue minoritarie, di processi di interferenza linguistica e del mantenimento e della perdita delle lingue d’origine nelle aree di forte migrazione.
La ricerca alla quale ha preso parte l’Ente, mettendo in contatto le comunità friulani all’estero con i ricercatori, ha riguardato i discendenti degli emigranti in Argentina di fine Ottocento.
Grazie ai Fogolars locali, 140 persone hanno risposto al questionario: discendenti che magari in Friuli non ci sono mai stati, ma a cui la marilenghe è stata trasmessa in maniera intergenerazionale.
“I discendenti dei friulani che si sono inseriti nelle metropoli hanno tendenzialmente perso il Friulano nel giro di due, tre generazioni”, spiega il ricercatore Francesco Zuin. “Quelli che invece hanno fondato colonie compatte dal punto di vista etnico nelle aree rurali lo hanno mantenuto per lungo tempo come lingua comunitaria. Presso tutti i parlanti si può comunque individuare un influsso dello Spagnolo; al contempo, però si sono mantenute peculiarità arcaiche o tipiche delle sedi di partenza dei progenitori”. (focus\aise)