La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “Ora si fa sul serio. Da oggi entriamo nella fase decisiva della nostra campagna per le elezioni dei Comites. Alternativa Popolare arriva a questo appuntamento dopo mesi di lavoro, incontri e organizzazione nelle comunità italiane all’estero. Stiamo completando le liste e siamo pronti a scendere in campo”. Con queste parole, Massimo Romagnoli, responsabile del Dipartimento Italiani nel Mondo di Alternativa Popolare, ha fatto il punto sulla mobilitazione del partito in vista delle elezioni del Comites del prossimo 4 dicembre.
Nella primavera scorsa, Romagnoli aveva indicato le linee politiche e organizzative della campagna, mentre Francesco “Frank” Caracuta era stato incaricato del coordinamento della campagna elettorale per Comites, CGIE e Parlamento nella circoscrizione Europa. Il 13 giugno, poi, a Francoforte si sono trovati i 320 delegati provenienti da tutta Europa, insieme al presidente di Alternativa Popolare, Paolo Alli, e “con la benedizione politica del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e del Presidente del PPE Manfred Weber”.
“Non abbiamo aspettato l’ultimo momento – ha sottolineato Romagnoli –. Abbiamo lavorato per mesi per costruire una squadra e individuare persone disponibili a mettersi in gioco nei propri territori. Il nostro criterio è stato molto chiaro: candidature espressione delle comunità, persone che conoscano realmente i problemi degli italiani all’estero e che abbiano voglia di rappresentarli”.
Il lavoro ha interessato diverse realtà europee, con particolare attenzione al Belgio e alla Germania. In Belgio, Alternativa Popolare ha già presentato pubblicamente il proprio progetto e lavorato sulle circoscrizioni di Bruxelles, Charleroi, Mons, Genk e Liegi. In Germania è stata inoltre resa pubblica la candidatura di Gaetano Arcadipane nella circoscrizione consolare di Stoccarda.
“Abbiamo iniziato mesi fa e adesso dobbiamo trasformare il lavoro politico e organizzativo fatto sul territorio in liste, candidature e consenso – ha spiegato Romagnoli -. Vogliamo portare nei Comites una rappresentanza che abbia idee, esperienza e soprattutto un rapporto diretto con i connazionali”.
Ma per il responsabile del Dipartimento Italiani nel Mondo di AP, la sfida non riguarda soltanto la composizione delle liste. “C’è un problema politico più generale: troppo spesso gli italiani all’estero vengono ricordati soltanto quando c’è da chiedere un voto. Noi vogliamo invertire questa logica. Le comunità italiane fuori dai confini nazionali sono una parte importante dell’Italia e devono avere una rappresentanza capace di occuparsi concretamente dei loro problemi”.
“Il Comites – spiega – non deve essere un luogo di semplici passerelle politiche. Deve essere uno strumento di rappresentanza e di servizio alla comunità. Chi si candida deve sapere che avrà davanti un lavoro serio e quotidiano”.
In conclusione, Romagnoli ha richiamato l’attenzione sulla partecipazione al voto: “Adesso dobbiamo fare anche un grande lavoro di informazione. Molti connazionali non conoscono ancora bene il funzionamento delle elezioni Comites. Il voto è per corrispondenza, ma bisogna prima chiedere di essere iscritti nell’elenco elettorale. Se vogliamo una partecipazione significativa, dobbiamo spiegare queste procedure in ogni comunità”. “I Comites rappresentano per noi una prima tappa. Stiamo costruendo una rete politica vera tra gli italiani nel mondo. Vogliamo essere presenti, ascoltare, organizzare e rappresentare. E dopo il 4 dicembre il lavoro continuerà”.
“Alternativa Popolare – ha chiosato Romagnoli – ha scelto di investire sugli italiani nel mondo. Lo abbiamo dimostrato con i fatti, partendo dai territori e dalle comunità. Ora arriva il momento della sfida elettorale. Noi siamo pronti”.
Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America, è volato in queste ore a Recife, nello Stato brasiliano del Pernambuco, per partecipare alla solenne cerimonia di consegna cittadinanza onoraria al sacerdote italiano Vito Miracapillo, originario di Andria in Puglia. La cerimonia si è svolta nella sede dell’Assemblea Legislativa dello Stato brasiliano e per Porta la sua presenza è stata un “atto di riconoscenza e solidarietà del popolo italiano nei confronti di una storia che non è soltanto personale ma riguarda tanti coraggiosi volontari e missionari italiani in Brasile e nel resto del mondo”.
Padre Miracapillo aveva scelto il Brasile nella metà degli anni ’70, quando in Brasile vigeva la dittatura militare, ed era parroco in un piccolo centro rurale del nordest brasiliano, Ribeirao; nel corso della sua azione pastorale aveva scelto la difesa dei poveri e dei contadini oppressi dai latifondisti come impegno centrale della sua missione. Per questi motivi si rifiutò nel 1980 di celebrare una messa in occasione della festa dell’indipendenza del Brasile contrariando il diktat del Sindaco della città perché secondo lui un popolo sottomesso non è indipendente ma schiavo.
Miracapillo ricevette diverse minacce di morte e fu infine espulso dal Brasile a seguito della denuncia di alcuni politici fedeli al governo e per decisione del regime militare; rientrò in Brasile come turista tredici anni dopo e solo recentemente gli era stato nuovamente riconosciuto lo status di residente permanente in Brasile.
Per questo, secondo il deputato dem, la vicenda di Padre Vito è “emblematica e ancora oggi attualissima”. “Indipendenza, sovranità nazionale, libertà e democrazia – ha concluso il deputato nel suo intervento – sono valori che non vanno mai dati per acquisiti per sempre e che vanno coltivati anche mettendo in gioco la propria vita, come la storia di Padre Vito ci ha insegnato”.
Alla commovente e significativa commemorazione erano presenti anche diverse autorità brasiliane, la Presidente del Comites del Nordest del Brasile, Carolina Russo, nonché una folta delegazione di amici e familiari appositamente arrivati dalla Puglia. (focus\aise)