La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – "Quando parliamo di cura dei minori e di famiglie lasciate sole, abbiamo il dovere di interrogarci sul nostro ruolo di legislatori e su cosa possiamo fare per sostenerli. La proposta della collega Tenerini mette al primo posto l'interesse del minore, agendo sui congedi di maternità e di paternità nei casi di adozione, affidamento o collocamento temporaneo, eliminando le attuali discriminazioni presenti nella normativa. Il principio è chiaro: nessun bambino può restare indietro per un ostacolo burocratico". È quanto dichiara la deputata di Azione Federica Onori intervenuta alla presentazione della proposta di legge della deputata Chiara Tenerini, di cui la parlamentare eletta all’estero è cofirmataria.
"Su questi temi le differenze tra i partiti vanno superate per costruire un percorso comune”, ha indicato Onori. “È lo stesso spirito della proposta di legge che ho depositato pochi mesi fa per i minori in affidamento o collocamento familiare, che oggi, per la semplice mancanza di documenti propri, non possono recarsi all'estero per una gita scolastica, un torneo sportivo o dalle cure mediche fuori dall'Italia: un vuoto normativo che si può colmare in modo semplice”.
“Entrambe le proposte – ha spiegato – nascono poi da un dialogo strettissimo con le associazioni, una su tutte il Coordinamento CARE, e con moltissimi genitori che scelgono ogni giorno di non arrendersi di fronte agli ostacoli. Sono testi forse modesti in ciò che c'è scritto ma ambiziosi in ciò che possono ottenere, piccoli passi – ha concluso – capaci di fare una differenza enorme nella vita delle famiglie".
Nonostante la revoca del marchio, ristoranti della catena “La mafia se sienta a la mesa” sono ancora aperti in diverse città della Spagna. Per questo la deputata 5 Stelle Stefani Ascari ha presentato una nuova interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, per chiedere di “intraprendere iniziative diplomatiche” sia “nelle sedi internazionali che dell'Unione europea” per ottenere la chiusura dei locali, così come fatto, con successo, in un simile caso in Irlanda.
“Nella XVII legislatura (in particolare nel 2014 e nel 2015) – ricorda Ascari nella premessa – era emersa la vicenda della catena di ristoranti spagnoli “La mafia se sienta a la mesa”, il cui marchio risulta poi essere stato poi revocato dalla Commissione europea per contrasto con l'ordine pubblico”. La deputata, quindi, riporta che lei stessa, in questa legislatura, aveva segnalato che “a Dublino era aperto un ristorante denominato “La Cosa nostra”, situato in Thomas Street, nel cuore della capitale della Repubblica d'Irlanda; il locale era persino segnalato e pubblicizzato in alcune guide turistiche”.
A quella interrogazione, continua Ascari, nel novembre scorso rispose l’allora Sottosegretario Silli, il quale, riporta la deputata, “aveva correttamente dichiarato di condividere “pienamente la preoccupazione espressa dall'interrogante in merito alla scelta di una denominazione che richiama in modo diretto un'organizzazione criminale responsabile di gravi delitti e che continua a rappresentare una minaccia concreta allo Stato di diritto, in Italia e non solo. Purtroppo, si tratta di un episodio che si inserisce in una più ampia tendenza all'uso improprio e spesso banalizzante del nome e dell'immaginario legati alla criminalità organizzata italiana, talvolta impiegati per fini commerciali. È una prassi inaccettabile, che il Governo italiano ha contrastato con determinazione e spesso con successo, come dimostra il precedente della catena spagnola “La mafia se sienta a la mesa”, il cui marchio è stato oggetto di revoca in Spagna per contrasto con l'ordine pubblico. Anche in questo caso, l'ambasciata d'Italia a Dublino è intervenuta prontamente, avviando contatti con le autorità competenti irlandesi e sensibilizzando in particolare il Ministero delle imprese e del commercio. Sono attualmente in corso approfondimenti per verificare se l'ordinamento della Repubblica d'Irlanda preveda strumenti utili a impedire l'utilizzo di tale denominazione”; oggi – informa Ascari – purtroppo risulta che nelle città spagnole di Burgos, Leon e Valladolid sono ancora aperti ristoranti della predetta catena, nelle cui vetrine sono anche esposti pacchi di pasta e modelli di Vespa, come a enfatizzare che – oltre alla pasta e alla Vespa – anche la mafia è prodotto tipico del made in Italy”.
Sottolineato che “la gravità di tale stereotipo è intollerabile”, Ascari chiede a Tajani se “intenda intraprendere, nelle sedi internazionali e dell'Unione europea, le stesse iniziative diplomatiche adottate per il citato caso irlandese”.
“Vari esponenti della maggioranza di centro-destra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati-MAIE), dopo avere compattamente votato nei due rami del Parlamento norme che stravolgono la rappresentanza degli italiani all’Estero, consapevoli di avere proposto e approvato un testo a forte rischio di incostituzionalità e comunque unicamente motivato dalla volontà di alterare i risultati elettorali a loro vantaggio, stanno cercando di rassicurare le Comunità italiane dei cinque Continenti che, in fondo, quasi nulla cambierà. È l’ennesima menzogna di una compagine che, in quattro anni di governo, non ha avuto altro obiettivo che quello di contrastare e, possibilmente, annullare i diritti dei sette milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano all’estero”. Così in una nota Luciano Vecchi, Responsabile per gli Italiani nel Mondo del Partito Democratico.
“Con l’abolizione delle ripartizioni al Senato e la riduzione a due alla Camera (dalle quattro finora previste in entrambe le Camere) viene meno quel principio di rappresentanza territoriale che è stato finora (per volontà unanime dei promotori, oltre venti anni fa, del diritto di voto degli italiani nel Mondo) il principio cardine della rappresentanza parlamentare”, commenta Vecchi, che aggiunge: “dopo la “Legge Tajani” che ha limitato fortemente il diritto di trasmissione della cittadinanza italiana ai figli degli italiani residenti all’estero, dopo i tagli a tutte le voci di bilancio che riguardano diritti, tutele e promozione delle Comunità italiane nel Mondo, dopo la significativa e negativa ridenominazione della competente Direzione Generale del Maeci, dopo la riduzione degli incentivi per il rientro in Italia dei nostri emigrati, continua l’adozione di norme contrarie agli interessi stessi del nostro Paese che – per volontà del Governo Meloni e della sua maggioranza – intendono recidere il legame con l’Italia dei nostri concittadini all’estero”.
“Il Partito Democratico – conclude Vecchi - continuerà a fare del suo meglio per contrastare questa deriva miope e opportunista e per valorizzare diritti e competenze degli italiani nel Mondo”.“Vari esponenti della maggioranza di centro-destra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati-MAIE), dopo avere compattamente votato nei due rami del Parlamento norme che stravolgono la rappresentanza degli italiani all’Estero, consapevoli di avere proposto e approvato un testo a forte rischio di incostituzionalità e comunque unicamente motivato dalla volontà di alterare i risultati elettorali a loro vantaggio, stanno cercando di rassicurare le Comunità italiane dei cinque Continenti che, in fondo, quasi nulla cambierà. È l’ennesima menzogna di una compagine che, in quattro anni di governo, non ha avuto altro obiettivo che quello di contrastare e, possibilmente, annullare i diritti dei sette milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano all’estero”. Così in una nota Luciano Vecchi, Responsabile per gli Italiani nel Mondo del Partito Democratico.
“Con l’abolizione delle ripartizioni al Senato e la riduzione a due alla Camera (dalle quattro finora previste in entrambe le Camere) viene meno quel principio di rappresentanza territoriale che è stato finora (per volontà unanime dei promotori, oltre venti anni fa, del diritto di voto degli italiani nel Mondo) il principio cardine della rappresentanza parlamentare”, commenta Vecchi, che aggiunge: “dopo la “Legge Tajani” che ha limitato fortemente il diritto di trasmissione della cittadinanza italiana ai figli degli italiani residenti all’estero, dopo i tagli a tutte le voci di bilancio che riguardano diritti, tutele e promozione delle Comunità italiane nel Mondo, dopo la significativa e negativa ridenominazione della competente Direzione Generale del Maeci, dopo la riduzione degli incentivi per il rientro in Italia dei nostri emigrati, continua l’adozione di norme contrarie agli interessi stessi del nostro Paese che – per volontà del Governo Meloni e della sua maggioranza – intendono recidere il legame con l’Italia dei nostri concittadini all’estero”.
“Il Partito Democratico – conclude Vecchi - continuerà a fare del suo meglio per contrastare questa deriva miope e opportunista e per valorizzare diritti e competenze degli italiani nel Mondo”. (focus\aise)