La voce degli eletti all’estero

ROMA – focus/ aise – In Venezuela non c’è più Maduro, che è stato rapito dall’attacco unilaterale degli Stati Uniti al paese sudamericano. Ma “l’apparato militare e amministrativo resta”. E questo, a parere della deputata di Azione eletta in Europa, Federica Onori, è qualcosa per cui “mantenere alta l’attenzione”.
Esultando per la liberazione degli ultimi due italiani con solo il passaporto italiano detenuti in Venezuela, Onori ha voluto ricordare anche i 42 cittadini italo-venezuelani (con doppia cittadinanza) ancora nelle carceri del paese. In particolare, ha ricordato Hugo Enrico Marino Salas, “di cui la sua famiglia non ha più notizie dal 2019”.
In questo contesto, secondo Onori il Governo italiano deve “mantenere la barra dritta” e dare “il proprio contributo affinché si arrivi al più presto a libere elezioni democratiche, con una presenza credibile di osservatori internazionali”.
Elezioni “i cui risultati dovranno essere pienamente rispettati e accettati”, ricordando quelle elezioni del 2024 che secondo quanto dichiarato dalla deputata di Azione ha visto Maduro “arrogarsi una vittoria che non aveva conquistato”.
Simone Billi, eletto in Europa con la Lega, ha incontrato nei giorni scorsi in Svizzera la comunità italiana di Lugano, una circoscrizione consolare che conta 127.463 iscritti AIRE, per parlare con diverse associazioni di argomenti rilevanti per gli italiani all’estero, tra cui anche il referendum sulla Giustizia, che si terrà il 22 e 23 marzo. A parere del deputato leghista, il referendum verrebbe vissuto dalla comunità italiana in Svizzera “come un’occasione importante per migliorare il nostro Paese, paragonandolo anche al sistema giuridico svizzero”.
Come riporta dunque l’eletto all’estero di destra, “in tanti già supportano il “SÌ”, con un forte senso di responsabilità civica e di partecipazione”.
Oltre al referendum sono state affrontate anche alcune questioni concrete che riguardano la vita quotidiana degli italiani in Svizzera. Tra queste, i servizi consolari e il rapporto con i Comuni di origine in Italia. Ciò, secondo Billi, “conferma ancora una volta quanto la comunità italiana a Lugano sia parte viva dell’Italia nel mondo”.
“Dopo 423 interminabili giorni possiamo finalmente gioire per la liberazione del cooperante Alberto Trentini; il primo pensiero va alla famiglia e all’avvocato Ballerini che dal primo giorno di questa assurda e ingiusta carcerazione non hanno mai smesso di sperare e di lottare per giungere a questo risultato”. Così Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, che, dopo la liberazione del connazionale, invia un “pensiero riconoscente” ai “tanti che a vario titolo si sono adoperati in questi mesi per la liberazione di Trentini e degli altri detenuti con cittadinanza italiana (24 dei quali sono ancora in carcere per motivi politici): Ong, giornalisti, diplomatici, membri del Parlamento e del governo e mediatori anonimi ma preziosi che hanno svolto un lavoro poco visibile ma sicuramente importante; ovviamente un riconoscimento va rivolto al nuovo governo in carica in Venezuela per un gesto che speriamo possa preludere all’avvio di una fase di transizione verso il ripristino dello Stato di diritto a partire dalla realizzazione di nuove elezioni libere e trasparenti”.
“Auspico – conclude Porta – che la grande gioia per questo momento (che segue a quella di qualche giorno fa per la liberazione di Biagio Pilieri e di qualche mese fa per la scarcerazione di Americo Di Grazia, due casi che ho personalmente seguito con particolare affetto e preoccupazione) possa finalmente riportare il Venezuela al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica italiana, dopo anni di gravi dimenticanze e sottovalutazioni sul dramma politico e umanitario di quel Paese e della sua grandissima collettività di origine italiana”. (focus\aise)