La voce degli eletti all’estero

ROMA – focus/ aise – Deputato di Fratelli d’Italia eletto in Centro e Nord America, Andrea Di Giuseppe è in questi giorni negli Usa dove ha preso parte alle celebrazioni della Festa della Repubblica organizzate dai Consolati generali a Miami, Boston e New York.
“Le festività nazionali sono un momento estremamente sentito all’estero, che rafforza per i nostri concittadini il legame con il nostro Paese, un filo che non si esaurisce mai, anche dopo anni lontano dalla madrepatria, perché ricordano a tutti noi da dove è partito questo viaggio”, scrive Di Giuseppe sul suo profilo facebook. “Quando incontro le comunità di concittadini all’estero, vedo spesso negli occhi di chi mi parla tutti i sacrifici, le difficoltà, le incertezze che accompagnano una scelta come quella di cambiare vita e trasferirsi in un altro Stato. Dai loro racconti ascolto però anche storie di riscatto, traguardi raggiunti con soddisfazione e successo. Capisco allora cosa ha significato per molti lasciare casa, famiglia, radici, e quanto coraggio ci voglia per farlo. E capisco, ogni volta di più, quanto sia sbagliato pensare a chi vive fuori dall'Italia come a cittadini di serie B”.
“Gli italiani all'estero – annota il deputato – non hanno abbandonato l'Italia: la portano con sé. La rappresentano nel mondo con il loro lavoro, con i valori, con il modo in cui si presentano ogni giorno. Sono un pezzo vivo e autentico della nostra identità nazionale. Non una periferia. Il 2 giugno è anche per loro. È la festa di tutti gli italiani, ovunque si trovino. È il momento in cui la Repubblica si riconosce intera: non nei confini geografici, ma nelle persone che la abitano e la amano”.
Molto partecipate, le celebrazioni, evidenzia Di Giuseppe, dimostrano la solidità delle radici che ancora legano i connazionali all’Italia, ma anche il lavoro dei Consolati che “non sono il salotto privato di qualcuno” né “il feudo di chi confonde una nomina con un atto di proprietà”.
Dagli incontri con le collettività “ho sentito più che mai la responsabilità e l’onore di rappresentare questi italiani. Italiani che spesso vivono lontano, ma che non sono mai stati lontani dall’Italia. Italiani che non chiedono retorica, ma presenza. Non chiedono medaglie, ma rispetto. Non chiedono di essere ricordati solo nelle celebrazioni, ma di essere riconosciuti ogni giorno come una parte viva, essenziale e meravigliosa della nostra Nazione”.
La stretta sulla cittadinanza derivata dalla nuova legge ha ridotto il numero di pratiche e, di conseguenza, i casi di “congestione” delle attività dei Consolati che, però, non sono diventati né più produttivi, né più efficienti. È quanto sostiene Mario Borghese, senatore del Maie eletto in Sud America, che ha presentato in merito una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.
“Con la riforma della cittadinanza il legislatore, su impulso dell'Esecutivo, ha reso maggiormente stringenti i parametri per l'acquisizione della stessa, specie nei casi di discendenza da più generazioni”, ricorda il parlamentare nella premessa. “Al riguardo, com'è ovvio, a una stretta dei parametri si è avuta una riduzione considerevole delle richieste; la riduzione ha, di fatto, reso le attività degli uffici diplomatici più snelle e con minore frequenza di casi di congestione nell'attività burocratica”.
Ma, precisa Borghese, “stando ai dati in possesso dell'interrogante, a tale complessiva semplificazione non è corrisposta una maggiore efficienza-produttività ed efficienza degli uffici consolari”.
Al Ministro, quindi, il senatore del Maie chiede di sapere “se sia a conoscenza di tale circostanza” e “in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, al fine di garantire maggiore efficienza negli uffici citati”.
“La scadenza del 3 agosto 2026, quando le carte d’identità cartacee cesseranno di essere valide, impone un intervento rapido e concreto per sostenere la rete consolare, già sotto forte pressione per il rilascio di CIE e passaporti”. Così, in una nota congiunta, Simone Billi e Toni Ricciardi, deputati eletti all’estero, rispettivamente Capogruppo Lega in Commissione Esteri e Vice-Presidente del Gruppo PD.
“In Commissione Esteri abbiamo lavorato per una soluzione condivisa tra Maggioranza e Opposizione, accorpando le diverse iniziative in un’unica risoluzione. È un segnale positivo di responsabilità istituzionale verso le nostre comunità all’estero”, sottolineano i due parlamentari.
“La risoluzione spinge il Governo per l’attivazione di una task force operativa mobile, composta da personale inviato in assegnazione breve, per supportare le sedi consolari più in difficoltà e contribuire alla riduzione dei tempi di attesa per CIE e passaporti”, spiegano Billi e Ricciardi. “Continueremo a seguire il dossier con determinazione, perché gli italiani all’estero hanno diritto a servizi efficienti, tempi certi e risposte concrete dallo Stato”. (focus\aise)