Le forme del Made in Italy (2)

ROMA – focus/ aise – Dopo l’inaugurazione al Salone del Mobile. Milano all’inizio di quest’anno, ABITO debutta sulla scena internazionale a Singapore, dove sarà presentata per la prima volta al di fuori dell’Italia. La mostra utilizza alcune delle espressioni più riconoscibili della moda e del design italiani per raccontare una storia più ampia: come è cambiata l’Italia e come, insieme ad essa, si è evoluto il ruolo delle donne italiane.
Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata da Ludovica Serafini e Roberto Palomba di Palomba Serafini Associati, ABITO sarà presentata alla National Gallery Singapore dal 3 al 17 ottobre 2026 dall’Ambasciata d’Italia a Singapore, in collaborazione con Vogue Singapore/Vogue Living.
Singapore segna l’inizio del percorso internazionale di ABITO e offre una nuova piattaforma per la diplomazia culturale italiana, riunendo design, moda, storia sociale e creatività contemporanea per offrire al pubblico internazionale un modo diverso di conoscere e vivere l’Italia.
UN RITRATTO DELL’ITALIA ATTRAVERSO IL MODO IN CUI CI VESTIAMO E IL MODO IN CUI ABITIAMO
ABITO nasce da un’idea semplice ma potente: abitiamo i nostri abiti così come abitiamo le nostre case. Nel corso delle generazioni, ciò che gli italiani hanno indossato, così come gli oggetti e gli spazi di cui si sono circondati, ha riflesso profondi cambiamenti della società.
La mostra mette in diretto dialogo moda e design. Ogni pezzo di design selezionato per ABITO è ancora oggi in produzione — alcuni a più di un secolo dalla loro prima ideazione — e testimonia la straordinaria permanenza e continuità del design italiano. La moda, al contrario, è per sua natura stagionale. Proprio perché gli abiti appartengono a un determinato momento, diventano testimoni particolarmente potenti della loro epoca.
Insieme, moda e design danno vita a un percorso visivo e culturale attraverso la società italiana.
Al centro di questo percorso vi è l’evoluzione del ruolo delle donne.
Attraverso abiti, arredi, oggetti e interni, ABITO racconta trasformazioni che vanno ben oltre l’estetica: dai ruoli prestabiliti e dagli spazi domestici a una maggiore libertà di movimento; dal cambiamento del rapporto con la casa alla crescente presenza delle donne nella vita professionale e pubblica; dalle convenzioni all’indipendenza, alla creatività e alla leadership.
Nelle parole di Palomba Serafini, “In ABITO c’è inevitabilmente un grande amore per il nostro Paese. Ma non è un amore nostalgico. È l’amore per un’Italia che continua a evolversi. E sotto la bellezza degli abiti e degli oggetti si cela un’altra mostra: la storia di donne straordinarie e della progressiva espansione della loro libertà — la libertà di muoversi, lavorare, creare, assumere ruoli di leadership, scegliere come vestirsi e, in definitiva, come abitare la propria vita”.
ABITO guarda quindi alla moda e al design non semplicemente come espressioni di bellezza, ma come testimonianze del cambiamento sociale.
DA MILANO A SINGAPORE
La scelta di Singapore per la prima presentazione internazionale di ABITO riflette il rapporto sempre più stretto tra Italia e Singapore e il comune interesse dei due Paesi per il design, l’innovazione, la cultura e la creatività. Crocevia globale tra Oriente e Occidente, Singapore rappresenta il contesto ideale per presentare ABITO in Asia e avviare un più ampio dialogo internazionale sui temi affrontati dalla mostra.
“Singapore è il luogo ideale perché ABITO inizi il suo percorso internazionale”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia a Singapore Dante Brandi. “Italia e Singapore condividono la consapevolezza che il design e la creatività non siano semplici espressioni estetiche, ma strumenti per immaginare come le società possano vivere, evolversi e innovare. ABITO dà vita a questa idea attraverso una straordinaria storia italiana, affrontando al tempo stesso temi universali — l’identità, il cambiamento dei ruoli sociali e il rapporto tra le persone e gli spazi che abitano. Portare ABITO a Singapore ci permette di condividere questa storia profondamente italiana con un pubblico globale, aprendo al tempo stesso un più ampio dialogo su come il design documenti — e talvolta anticipi — il cambiamento sociale. È particolarmente significativo che, dopo il Salone del Mobile di Milano, questa conversazione prosegua a Singapore”.
UNA PIATTAFORMA DINAMICA PER LA CREATIVITÀ ITALIANA
ABITO nasce non semplicemente come una mostra, ma come una piattaforma culturale dinamica.
La collaborazione con Vogue Singapore e Vogue Living amplia questo dialogo oltre i tradizionali confini tra moda, interior design, design e lifestyle, discipline che, all’interno del sistema creativo italiano, si sono storicamente sviluppate in costante dialogo tra loro.
L’arrivo della mostra a Singapore rappresenta quindi molto più della presentazione all’estero di un progetto italiano. Segna l’inizio di un più ampio percorso internazionale pensato per valorizzare lo straordinario patrimonio del Made in Italy e creare nuove occasioni di confronto sul futuro.
Durante la sua permanenza a Singapore, ABITO si estenderà oltre la mostra attraverso una serie di appuntamenti pensati per svilupparne i temi — da visite guidate e conversazioni dedicate a una programmazione più strutturata che riunirà esponenti delle istituzioni, del mondo creativo e dell’industria. La National Gallery diventerà così non soltanto un luogo in cui scoprire ABITO, ma anche uno spazio di incontro e confronto sulla creatività italiana, il design e la cultura contemporanea.
La coincidenza di ABITO con la settimana internazionale delle corse automobilistiche di Singapore offre inoltre l’opportunità di esplorare un’altra espressione della creatività italiana che ha lasciato un segno straordinario nel mondo: l’incontro tra design, tecnologia, ingegneria e motorsport.
L’8 ottobre, Formula Italia: Italian Genius Beyond the Track affronterà questo universo attraverso uno dei temi centrali di ABITO, ponendo sotto i riflettori le donne che stanno plasmando il futuro del motorsport ed estendendo la riflessione della mostra su libertà, ambizione e trasformazione a un ambito diverso, ma altrettanto affascinante, dell’eccellenza italiana.
Sarà Philadelphia la seconda tappa de “L’Italia è Moda”, mostra itinerante co-finanziata dalla Farnesina, che, dopo Montreal, dal 13 al 27 settembre arriverà nella città statunitense, unica tappa su territorio Usa.
Ideata dalla curatrice Clara Tosi Pamphili, la mostra si configura come un vero e proprio palcoscenico teatrale dove abiti, accessori e oggetti iconici interagiscono a seconda dei diversi momenti della vita quotidiana: giorno, sera e sport. L'esposizione presenta creazioni di case di moda affermate e di designer emergenti, oltre a pezzi rappresentativi di pelletteria, calzature, occhiali, gioielli e cosmetici italiani.
Tra i pezzi forti spiccano due costumi originali del film Casanova di Federico Fellini, disegnati dal costumista Danilo Donati e realizzati da Sartoria Farani, vincitori dell'Oscar per i migliori costumi nel 1977. Contenuti audiovisivi e installazioni digitali interattive arricchiscono ulteriormente l'esperienza, mettendo in luce i processi creativi e il patrimonio delle aziende italiane partecipanti.
Un appuntamento con lo stile, il design e la creatività italiana applicati all’abbigliamento contemporaneo e ai suoi accessori che, lasciati gli Usa, farà tappa negli Emirati Arabi Uniti.
Il viaggio nel meglio dell’enogastronomia italiana torna nella Capitale: da lunedì 7 a domenica 13 settembre Vinòforum trasformerà Piazza di Siena a Villa Borghese in una prestigiosa vetrina del vino italiano ospitando oltre 800 cantine e le realtà consortili più rappresentative del territorio.
“A Vinòforum ogni vino e ogni produzione si rivelano oltre l’etichetta – racconta Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum - perché è l’incontro diretto con il produttore che permette di entrare davvero nel cuore di una realtà, attraversando la storia dell’azienda e le caratteristiche del suo territorio, così da scoprire l’unicità e l’identità di ogni denominazione nel panorama enologico. Per questo motivo abbiamo costruito un programma capace di alternare degustazioni a momenti di approfondimento, cene d’autore e ricette che raccontano l'anima autentica della cucina creando occasioni di confronto e condivisione che permettono ai visitatori di vivere l’enogastronomia come esperienza culturale fatta di persone, racconti e competenza. Siamo onorati, anche per questa edizione, del sostegno ricevuto da parte di Roma Capitale, ARSIAL, Regione Lazio, ARSAC, MASAF e Regione Marche, a rafforzare questo percorso di promozione della ricchezza enogastronomica del nostro Paese”.
Ad arricchire questa edizione “Wine top tasting”, le degustazioni guidate dagli esperti di AIS Italia, occasione d’incontro con i produttori che porteranno il pubblico alla scoperta dell’ampio e sorprendente panorama enologico italiano, spaziando oltralpe tra i vini della Borgogna, dell’Alsazia e le bollicine dello Champagne fino alle produzioni d’eccellenza di Giappone e Sud Africa.
Anche nel 2026 ci saranno le cene d’autore - The Night Dinner - cene esclusive, 7 sere per 7 chef, quest’anno dedicate al ruolo del fattore umano nella ristorazione tra Passato, Presente, Futuro. Gli chef ospiti quest’anno sono Gabriel Collazzo di Ristorante Radici (Borgo La Chiaracia - TR), Rocco De Santis di Ristorante Flora (Roma), Sara Scarsella di Sintesi (Ariccia), Danilo Mancini di Anavà (Roma), Gian Marco Bianchi di Al Madrigale (Tivoli), Stefano Bartolucci di Rossodivino (Roma) e Giordano Gianforchetti di Yezi Restaurant (Roma). Protagonista delle cene anche la pasta de La Molisana. Ogni serata sarà costruita su un percorso in tre tempi, tra memoria, gesto e visione, una successione riconoscibile tanto nel menu quanto nella selezione enologica e nella narrazione multisensoriale, tra proiezioni e composizioni musicali che accompagneranno il corso della cena.
Novità dell’edizione 2026 la presenza del Parmigiano Reggiano che ha scelto Vinòforum per presentare il primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, in partenza a Roma da ottobre. Sette giorni di degustazioni, masterclass in purezza e abbinamenti guidati con grandi vini racconteranno come tre soli ingredienti naturali – latte, sale e caglio – possano trasformarsi in un'icona gastronomica globale.
Spazio anche ai vini internazionali di Spagna e Georgia: per l'edizione 2026 torna il calendario di degustazioni curato dall’Ente Turistico Spagnolo e dall'Associazione Rutas del Vino de España; spazio anche alla Georgia, uno dei Paesi con la tradizione vitivinicola più antica al mondo. Anche in questo caso, gli enti e le istituzioni georgiane coinvolte proporranno corsi e degustazioni gratuite - con i vini selezionati dai wine ambassador de L'Anfora - pensate per avvicinare il pubblico – appassionati e operatori del settore – a un patrimonio enologico ancora poco conosciuto in Italia, ma di straordinario valore culturale. (focus\aise)