Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – Per oltre una settimana, 27 Master of Wine provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Polonia, Cina e Italia hanno attraversato la regione Sicilia partecipando a un articolato programma di visite, degustazioni e incontri coordinato dal Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia.
Un’iniziativa strategica che ha permesso ad alcuni dei più autorevoli comunicatori e professionisti del vino a livello mondiale di conoscere direttamente territori, denominazioni e protagonisti della vitivinicoltura siciliana contemporanea.
“I Master of Wine rappresentano alcuni dei più autorevoli ambasciatori del vino a livello mondiale e poterli accogliere in Sicilia significa offrire loro un’esperienza diretta della straordinaria ricchezza dei nostri territori” ha spiegato Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia. “Questo progetto è stato possibile grazie a un grande lavoro di coordinamento che ha visto il Consorzio DOC Sicilia svolgere il ruolo di cabina di regia di un racconto corale che ha coinvolto numerosi operatori e realtà del mondo vitivinicolo siciliano tra consorzi di tutela, denominazioni, produttori e comunità locali. La forza della Sicilia risiede proprio nella capacità di valorizzare le proprie differenze all’interno di un territorio identitario. Presentarci insieme significa rafforzare il posizionamento dell’intera regione e trasmettere ai principali opinion leader internazionali un messaggio di autenticità, qualità e forte identità territoriale”.
Il primo giorno dell'incoming il gruppo è stato accolto a Palermo dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia con una cena di benvenuto ospitata in un palazzo storico della città. Nei giorni successivi, i partecipanti hanno intrapreso un viaggio alla scoperta dei principali territori vitivinicoli siciliani, da Marsala a Monreale e da Vittoria all’Etna con chiusura a Catania, dove il Presidente del Consorzio DOC Sicilia ha salutato, con un'ultima degustazione di vini selezionati per l'occasione, i Master of Wine in partenza per l’isola di Pantelleria, ultima tappa del percorso.
Masterclass con i produttori, degustazioni e visite tecniche in vigneto hanno permesso di approfondire la straordinaria varietà del patrimonio vitivinicolo siciliano. Paesaggi, suoli, microclimi e differenti culture produttive hanno raccontato una Sicilia dinamica e contemporanea, capace di esprimere identità territoriali fortemente identitarie.
Il focus delle degustazioni dedicate ai vini Sicilia DOC ha consentito di approfondire l’ampiezza e la diversità dell’offerta vitivinicola siciliana attraverso una selezione di vini di differenti aree produttive, varietà e tipologie. Tra le referenze in degustazione figuravano spumanti metodo classico ottenuti da Grillo e Lucido, vini bianchi espressione di varietà simbolo come Grillo, Insolia e Catarratto, vini da vendemmia tardiva, rosati da Nero d’Avola e una selezione di rossi rappresentativi del patrimonio ampelografico regionale, tra cui Frappato, Nerello Mascalese e Perricone.
Un viaggio sensoriale, spiega il Consorzio, pensato per offrire una visione completa dell’identità enologica siciliana, evidenziandone biodiversità, ricchezza territoriale e stili produttivi differenti.
Attraverso iniziative di alto profilo come il tour dedicato ai Master of Wine, il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia ha voluto confermare il proprio impegno nel rafforzare il posizionamento internazionale della denominazione e dell’intero sistema vitivinicolo regionale, che ha dimostrato in questa come in altre occasioni un'ottima capacità narrativa e di collaborazione: un progetto che ha permesso di raccontare la Sicilia del vino attraverso un approccio unitario e condiviso, valorizzando la straordinaria varietà dei territori, dei vitigni e delle denominazioni che rendono l’isola una delle realtà più dinamiche e identitarie del panorama enologico mondiale.
La cultura del cibo come patrimonio da custodire, raccontare e tramandare. È questo il filo conduttore della XXX edizione della Festa Artusiana, in programma a Forlimpopoli (Fc) dal 27 giugno al 5 luglio, un'edizione speciale che arriva pochi mesi dopo il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità UNESCO che ha visto Casa Artusi tra i tre promotori ufficiali.
Accanto alle centinaia di proposte gastronomiche che animeranno il centro storico, il calendario culturale di Casa Artusi propone una serie di appuntamenti che intrecciano tradizioni, biodiversità, letteratura, antropologia e spettacolo, offrendo una riflessione ampia sul valore identitario del cibo.
Tra gli eventi più attesi figura l'omaggio ai 200 anni della Stamperia Pascucci, una delle eccellenze più rappresentative della cultura artigianale romagnola. Domenica 28 giugno la storica realtà di Gambettola sarà protagonista di una serata dedicata alla tradizione della stampa a mano su tela, con racconti e curiosità, a seguire un laboratorio per avvicinarsi a un sapere artigiano tramandato da generazioni.
La stessa sera spazio anche al libro "Cibaria: curiosità, riti e stranezze intorno al cibo", da cui nasce un originale spettacolo di disegno dal vivo con Gabriele Pino e Luigi Ferrando. Un viaggio attraverso usanze alimentari sorprendenti provenienti da ogni parte del mondo, raccontate dal vivo attraverso parole, immagini e illustrazioni che prenderanno forma davanti agli occhi del pubblico.
Lunedì 29 giugno sarà invece la biodiversità a salire al centro della scena con la conferenza "Il gusto del prato. Prati stabili, biodiversità e il futuro dei formaggi", promossa insieme a Slow Food. Un incontro dedicato al valore ecologico e produttivo dei prati stabili, ecosistemi fondamentali per la tutela dell'ambiente e per la qualità delle produzioni lattiero-casearie. Al termine dell'incontro verrà consegnato il Premio Marietta ad honorem ai fratelli Nicola e Lorenzo Brighi dell'azienda agricola Il Satiro, riconoscimento assegnato per l'impegno nella tutela dei prati stabili e nella promozione di un modello agricolo capace di coniugare sostenibilità, benessere animale e conservazione della biodiversità.
Martedì 30 giugno il grande pubblico sarà chiamato in Arena centrale per la tappa del tour regionale "E-RiSalutami tuo fratello", spettacolo che vede insieme Marco Ligabue e Andrea Barbi. Musica, racconti e partecipazione del pubblico si intrecceranno in un viaggio attraverso le eccellenze DOP e IGP dell'Emilia-Romagna, raccontate con leggerezza e ironia da due ambasciatori che da anni promuovono il patrimonio agroalimentare regionale in Italia e all'estero.
La giornata del 1° luglio rappresenterà uno dei momenti culturalmente più significativi dell'intera manifestazione. Protagonisti saranno l'antropologo Marino Niola e l'antropologa Elisabetta Moro, tra le più autorevoli voci italiane nello studio della cultura alimentare. Nel pomeriggio Niola presenterà "La cucina dei perché", un viaggio nelle curiosità, nei simboli e nelle tradizioni che si nascondono dietro i gesti quotidiani della tavola italiana. In serata Elisabetta Moro, componente dell’Assemblea permanente UNESCO, approfondirà il significato della straordinaria "tripletta UNESCO" conquistata dall'Italia con Dieta Mediterranea, Arte del Pizzajuolo Napoletano e Cucina Italiana, riflettendo sul valore e sulle responsabilità che derivano dal riconoscimento internazionale del patrimonio gastronomico nazionale.
Giovedì 2 luglio la Festa Artusiana guarderà alla Sardegna grazie all'intervento “L’Isola che c’è” dell'antropologa Alessandra Guigoni, che racconterà la storia della cucina domestica dell'isola assente nel manuale artusiano ma con un patrimonio vivo e sorprendente. A seguire andrà in scena "Storie di Grazia e di amicizia", spettacolo con Paola Contini e Paola Sabbatani dedicato alla figura di Grazia Deledda, nel centenario del Premio Nobel, e al suo rapporto ideale con l'opera di Pellegrino Artusi. Un intreccio di letteratura, memoria e cultura gastronomica che unirà idealmente Sardegna e Romagna.
Sabato 4 luglio sarà invece il momento di riflettere sul rapporto tra donne, scrittura e cucina grazie all'incontro in Arena Centrale "La fame delle donne. Da Mary Frances Kennedy Fisher a Marietta", con Angela Frenda, responsabile editoriale di Cook del Corriere della Sera. Un racconto dedicato al ruolo femminile nella costruzione della cultura gastronomica e nella narrazione del cibo come spazio di libertà, identità e affermazione personale. Al termine dell'incontro sarà consegnato ad Angela Frenda il Premio Marietta ad honorem 2026, riconoscimento attribuito per il suo contributo alla valorizzazione della cultura del cibo e del ruolo delle donne nell'enogastronomia italiana.
Attraverso questi appuntamenti la Festa Artusiana grazie a Casa Artusi conferma la propria natura di laboratorio culturale unico nel panorama nazionale, capace di utilizzare il cibo non soltanto come occasione di convivialità, ma come strumento per raccontare paesaggi, biodiversità, tradizioni, letteratura e identità collettive. Un modo concreto per interpretare il tema scelto per il trentennale: Essere Patrimonio significa infatti assumersi ogni giorno la responsabilità di custodire e trasmettere un'eredità culturale viva, fatta di persone, storie e saperi.
Oltre alla programmazione sono previste due mostre nella cornice di Casa Artusi: la mostra fotografica 30 Tavole. Un secolo di tavole italiane — dal 1907 ai giorni nostri — raccontato non attraverso le ricette ma attraverso le persone che intorno a quelle tavole si sono sedute, hanno mangiato, hanno festeggiato, hanno vissuto. La mostra valorizza immagini tratte da Artusi 100x100, con una collaborazione speciale della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.
E Passaggi – Caviro e le nuove generazioni del vino. Mostra e documentario che Caviro ha realizzato per i suoi sessant'anni: un viaggio tra cinque regioni italiane, sulle tracce dei giovani viticoltori che hanno scelto di ereditare la terra e di coltivarla con occhi nuovi. Un racconto emozionale sulla filiera, sull'identità e sulla continuità.
Novità di quest’anno è il coinvolgimento della Condotta Slow Food Forlì e Appennino forlivese per alcune serate culturali dove saranno ospitati produttori di presidi emiliano-romagnoli per degustazioni e messaggi di biodiversità. Ogni sera alle 21 per il pubblico presente sarà possibile inoltre gustare “Il carrettino dei gelati artusiani” in collaborazione con la Gelateria KM7. (focus\aise)