Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – L’Italia partecipa alla decima edizione di VivaTech, in corso a Parigi, il principale salone dedicato all’innovazione in Francia e uno dei principali appuntamenti del settore nel mondo, con un Padiglione nazionale coordinato da ICE Agenzia.
Il Padiglione ospita un ricco villaggio startup, animato da 44 aziende italiane e da 5 partner strategici: Invest in Italy, il progetto ICE-Invitalia per l’attrazione degli investimenti esteri in Italia, NetVal, il network per la valorizzazione della ricerca universitaria, le Agenzie di promozione regionale Art-Er (Emilia Romagna) e Select FVG (Friuli Venezia Giulia) e l’Agenzia di promozione della città di Milano, Yes Milano.
A inaugurare il Padiglione italiano è stato il capo dell’Ufficio Economico dell’Ambasciata d’Italia a Parigi, Calderoli, insieme al direttore dell’Ufficio ICE di Parigi, Ferrelli, e al capo dell’Ufficio Innovazione Tecnologica e Startup della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Strozzi.
Le aziende italiane presenti rappresentano l’eccellenza dell’ecosistema italiano, di cui ricalcano l’ampia composizione settoriale e distribuzione geografica. In particolare, le start up italiane presenti offrono soluzioni per i seguenti settori: AI Solutions and Digital Sovereignty; Deep Tech and Industry 5.0; Digital Experience, Lifestyle & EduTech; GreenTech, Sustainability and Smart Cities.
La presenza italiana è stata inoltre valorizzata da seminari e pitch di presentazione delle start up partecipanti. Il consigliere Strozzi in particolare ha animato un panel per la presentazione dell’ecosistema dell’innovazione italiano con la partecipazione di rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di CDP Venture Capital, Inward Investment, Invitalia, Italian Institute of Artificial Intelligence – Ai4i e Netval.
Numerose anche le conferenze presso la Sovereignty Arena, tra cui in particolare l’incontro “Beyond Dependence: Europe’s Path to Economic Security and Tech Sovereignty”, al quale è intervenuto il direttore generale per le Questioni Cibernetiche, l’Informatica e l’Innovazione Tecnologica del Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, De Pedys, che ha approfondito le strategie europee per rafforzare la sicurezza economica e la sovranità tecnologica del continente.
Il Salone che quest’anno ha visto la Germania quale ospite d’onore, ha registrato la presenza di circa 14.000 startup e delle principali multinazionali del settore hi-tech. Con circa 180.000 visitatori e più di 3.600 investitori, l’edizione del 2026 di VivaTech si è affermata come la più grande open-air tech experience mai organizzata.
La partecipazione a VivaTech offre alle startup e alle PMI innovative italiane prospettive uniche di networking e contatto con gli attori più significativi dell’ecosistema dell’innovazione francese e internazionale, fondi di investimento e potenziali partner industriali. La Francia offre infatti un ecosistema dell’innovazione estremamente dinamico, risultato di uno sforzo congiunto del governo con il settore privato, le università e gli innovation center.
Se la Francia oggi con 14.000 start up registrate è il Paese europeo che ne ospita il maggior numero, anche l’ecosistema delle startup italiane è però in costante evoluzione, come dimostrano i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: nel 2025 in Italia si contano oltre 12.000 startup innovative e più di 3.160 PMI innovative (in crescita del +7% rispetto al 2024). La partecipazione al Salone VivaTech rappresenta dunque un importante contributo a tale evoluzione dinamica e continua.
Un settore che pesa per oltre il 10% del PIL nazionale, una manifattura farmaceutica tra le più competitive d’Europa e un ecosistema che unisce ricerca, produzione, trasferimento tecnologico, servizi regolatori e opportunità di investimento. È con questi numeri e con una rappresentanza articolata della propria filiera che l’Italia partecipa alla BIO International Convention 2026, in programma a San Diego dal 22 al 25 giugno, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alle biotecnologie e alle scienze della vita.
La presenza italiana è organizzata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Invitalia e Invest in Italy.
Il Padiglione nazionale riunisce aziende biotech e pharma – tra cui diverse realtà che si occupano di ricerca (CRO–Contract Research Organization) e sviluppo e produzione (CDMO–Contract Development and Manufacturing Organization) per conto terzi –, società di servizi specializzati e realtà attive nella proprietà intellettuale, insieme a cluster regionali, parchi scientifici e agenzie di attrazione investimenti locali. Una fotografia composita del sistema italiano delle life sciences, che integra tecnologie per lo sviluppo dei farmaci, modelli predittivi, applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, ma anche packaging farmaceutico e servizi legali e regolatori.
La BIO International Convention è il più grande appuntamento mondiale dell’industria biotech: una piattaforma globale che riunisce per quattro giorni leader, imprese, investitori, policy maker e partner industriali dell’intera filiera biotech e biopharma. All’edizione 2026 sono attesi oltre 20mila partecipanti da più di 76 Paesi, con oltre 1500 espositori, quasi 150 conferenze e più di 600 speaker. Il programma copre 18 aree tematiche, dall’intelligenza artificiale alla digital health, dalle bioterapie di nuova generazione al business development.
In occasione dell’apertura della Convention, il 22 giugno si terrà a San Diego un evento del Montalcini Global Biotech Tour, che celebrerà anche la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, organizzato in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. L’evento, dedicato alla valorizzazione dell’eccellenza italiana nelle life sciences e nelle biotecnologie, riunirà rappresentanti di aziende biotech, istituzioni di ricerca, cluster dell’innovazione, investitori e organizzazioni strategiche italiane e statunitensi.
Dopo le tappe del 2025 di San Francisco, Doha, Basilea, Boston e Vienna, il Tour approda a San Diego con una tavola rotonda moderata da Clarissa Ceruti, direttrice esecutiva di ISSNAF, a cui parteciperanno Marco Pravetoni di CounterX Therapeutics, Luca Scaccabarozzi di Euromed Pharma, Alba Grifoni de La Jolla Institute for Immunology e Nicola Torre di Menarini Biotech. In apertura gli interventi di Raffaella Valentini, console generale d’Italia a Los Angeles, Francesca Mauri, vice-direttrice dell’Ufficio ICE di Los Angeles, e degli assessori della Regione Lombardia Guido Guidesi e Guido Bertolaso.
Nell'ambito della più ampia missione volta a promuovere l'eccellenza italiana e a rafforzare le relazioni commerciali internazionali, la BIO International Convention 2026 è stata selezionata come una delle iniziative strategiche all'interno di OpportunItaly, il programma di accelerazione del business lanciato di ICE Agenzia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo del programma è di mettere in contatto buyer, distributori e imprenditori esteri con il know-how e l’eccellenza del Made in Italy, attraverso un portale pensato per incentivare la partecipazione attiva degli operatori esteri alle iniziative di promozione di ICE Agenzia e favorire lo sviluppo di connessioni commerciali con le imprese italiane.
I numeri del comparto in Italia
Il comparto delle scienze della vita vale oltre il 10% del PIL nazionale. Per l’Italia si tratta di un settore di importante competitività internazionale: l’Italia è prima nell’Unione Europea per valore della manifattura farmaceutica CDMO, con una quota pari al 24% del totale, ed è prima in Europa e seconda al mondo per produttività brevettuale, ovvero il rapporto tra domande di brevetto depositate e brevetti effettivamente concessi dall’organo internazionale di riferimento – nel caso dell’Italia l’Ufficio Europeo dei Brevetti.
Un’eccellenza riconosciuta anche dal mercato internazionale. Negli ultimi cinque anni, le esportazioni italiane nell’ambito delle scienze della vita sono cresciute del 60%, raggiungendo i 52 miliardi di euro annui. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per il pharma italiano. Nel 2025 le esportazioni italiane oltreoceano in questo segmento hanno toccato i 15,7 miliardi di euro, con una crescita del 54% rispetto al 2024. Le esportazioni biotech, sempre verso gli USA, hanno raggiunto quota 3,2 miliardi. Questo settore rappresenta peraltro la principale componente delle esportazioni italiane hi-tech verso gli Stati Uniti, con una quota pari al 36,8%.
Il padiglione italiano a BIO 2026
Le realtà italiane presenti a San Diego portano una rappresentazione ampia della filiera nazionale delle life science. Si va dalla ricerca preclinica e dalla drug discovery ai modelli organ-on-a-chip per test farmacologici più predittivi, dalle piattaforme di simulazione in silico, digital twin e AI per accelerare lo sviluppo dei farmaci ai sistemi di decision making assistiti dall’intelligenza artificiale. A queste soluzioni si affiancano competenze nella produzione di soluzioni biotecnologiche avanzate – tra cui vaccini genetici, immunoterapie oncologiche e innovazioni per la medicina personalizzata – ma anche nei servizi regolatori e di market access verso l’Europa.
Il fronte dei servizi e delle infrastrutture industriali è presidiato da realtà attive nella distribuzione internazionale di farmaci innovativi, nella gestione di programmi di clinical trial, nel packaging, ma anche nella tutela della proprietà intellettuale e nell’assistenza legale specializzata per operazioni corporate, rapporti con la pubblica amministrazione, contrattualistica e procedure pubbliche nel settore medicale e farmaceutico.
Le aziende espositrici all’interno del padiglione italiano a BIO 2026 sono Accelera (Nerviano, MI), BiomimX (Milano), Butterfly Decisions (Salerno), Euromed Pharma (Napoli), Fondazione Ri.MED (Palermo), InSilicoTrials (Trieste), IRBM (Pomezia, RM), Masotti Cassella (Milano), Menarini Biotech (Pomezia, RM), Regulatory Pharma Net – RPN (Pisa), Società Italiana Brevetti (Roma), Soffieria Bertolini (Candiolo, TO) e Takis (Roma).
Accanto a loro trovano spazio anche cluster regionali, parchi scientifici, enti di ricerca e agenzie di attrazione investimenti raccontano la forza degli ecosistemi territoriali italiani: dalle reti dedicate alla medicina di precisione ai programmi di trasferimento tecnologico, dagli strumenti per l’insediamento di imprese estere ai servizi di supporto per startup, ricerca e sviluppo, business development e collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca, industria e istituzioni. Sono il Life Sciences Cluster Friuli-Venezia Giulia–Polo Tecnologico Alto Adriatico, Invest in Lombardy, YesMilano Business & Convention Bureau, BION–Cluster lombardo scienze della vita, Bioindustry Park Silvano Fumero (bioPmed–Piemonte Healthcare Cluster), Fondazione HEAL Italia e Invest in Trentino. (focus\aise)