Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – In occasione del Business Forum Italia-Kenya, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da Agenzia ICE, SACE, SIMEST (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e Assomac - Associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria hanno firmato un accordo volto a promuovere iniziative congiunte a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, con un focus sulle aziende attive nelle tecnologie e nei componenti per i settori della calzatura, pelletteria e conceria. La firma si inserisce nel quadro dei lavori del Forum, dedicato in particolare ai comparti infrastrutture, energia e connettività, agroindustria e pelle, innovazione e finanza.
L’intesa – spiega Sace – nasce con l’obiettivo di accompagnare la crescita internazionale delle imprese italiane della filiera, favorendo nuove opportunità di export e investimento in Kenya e in altri Paesi africani di comune interesse. L’accordo punta a mettere a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera per sostenere i processi di internazionalizzazione del comparto e valorizzare il contributo delle tecnologie italiane allo sviluppo di filiere produttive sempre più strutturate e competitive.
Nel dettaglio, la collaborazione sarà finalizzata a promuovere sinergie tra strumenti e iniziative, realizzare attività ed eventi promozionali congiunti e favorire un costante scambio di informazioni attraverso incontri periodici di formazione, informazione e approfondimento. L’obiettivo comune è rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane e sostenerne l’accesso a nuovi mercati, anche attraverso un’azione coordinata sui territori e lungo le filiere di riferimento.
“Il Kenya rappresenta per le imprese italiane un mercato di crescente interesse strategico e un punto di accesso rilevante all’Africa orientale” ha evidenziato Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE. “Con questo accordo vogliamo accompagnare la crescita internazionale delle nostre imprese, mettendo a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera in un settore di eccellenza del Made in Italy. L’iniziativa si inserisce pienamente nello spirito del Piano Mattei, di cui il Kenya è uno dei Paesi prioritari, e conferma il nostro impegno nel sostenere percorsi di crescita condivisa e duratura con il continente africano, rafforzato dal lancio della Task Force Africa di SACE".
L’Africa, ha aggiunto il presidente di SIMEST, Vittorio de Pedys, “rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita a livello globale, un continente dinamico e in forte evoluzione, che offre opportunità significative per le imprese italiane pronte a investire in innovazione, sostenibilità e sviluppo di filiere produttive locali. In questo scenario, il Kenya si conferma un hub strategico per l’Africa orientale, grazie al suo ruolo chiave nei processi di sviluppo industriale e alla crescente attrattività per investimenti internazionali. In questo contesto, SIMEST è già attivamente impegnata attraverso la misura Africa del Piano Mattei, con l’obiettivo di supportare concretamente i progetti di internazionalizzazione e rafforzare la presenza del sistema produttivo italiano nei mercati africani. Un impegno che si fonda su un approccio responsabile e di lungo periodo: gli investimenti italiani guardano infatti non solo alla crescita economica, ma anche allo sviluppo dei territori, al rafforzamento delle competenze e alla valorizzazione delle forze lavoro locali”.
Per De Pedys, l’accordo “si inserisce pienamente in questa direzione: una collaborazione istituzionale che mette a sistema competenze e strumenti per accompagnare le imprese in un percorso di crescita strutturata, contribuendo allo sviluppo di uno dei territori con il più alto potenziale a livello globale”.
Soddisfatto anche Mauro Bergozza, presidente di Assomac: “con questa intesa – ha sostenuto – rafforziamo un modello di collaborazione che integra tecnologie, competenze dell’impresa italiana e strumenti finanziari a supporto dei processi di internazionalizzazione. Il nostro impegno è contribuire allo sviluppo di filiere produttive strutturate e competitive, valorizzando il ruolo delle tecnologie e dei macchinari made in Italy nella trasformazione industriale e nella creazione di valore aggiunto lungo l’intera catena di valore della pelle. In Kenya proseguiamo la nostra azione, avviata attraverso un intenso lavoro congiunto con istituzioni e organizzazioni di settore nazionali e keniane, per favorire l’avanzamento industriale del comparto, riconoscendo nella tecnologia un asset strategico essenziale per lo sviluppo dei sistemi produttivi. Guardando a un orizzonte più ampio, il percorso intrapreso può rappresentare un modello di riferimento concreto per l’evoluzione del settore pelle nel continente africano, contribuendo alla crescita di filiere locali sempre più all’avanguardia e al potenziamento delle opportunità di presenza sui mercati internazionali”.
La Regione Puglia e Unioncamere Puglia hanno avviato la selezione delle imprese pugliesi da coinvolgere nella partecipazione alla Festa della Repubblica a Chicago, iniziativa inserita nel programma “Puglia Going Global” e dedicata alla promozione internazionale delle eccellenze regionali nei comparti moda e turismo. L’evento - in programma dal 3 al 7 giugno – sarà occasione di incontro con buyer, distributori, investitori e stakeholder del mercato nordamericano.
L’iniziativa nasce nell’ambito della collaborazione tra Regione Puglia, Unioncamere Puglia, Federazione Regione Puglia di Chicago e Joint Civic Committee of Italian Americans (JCCIA), con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento delle imprese pugliesi all’estero e valorizzare l’offerta regionale in un contesto istituzionale di alto profilo.
Il programma prevede eventi promozionali, momenti di networking qualificato, incontri istituzionali e attività B2B organizzate in concomitanza con le celebrazioni ufficiali della Festa della Repubblica Italiana. Nel programma, oltre al ricevimento ufficiale in Consolato generale, figurano workshop business e leisure, incontri B2B e attività di promozione dedicate ai due settori coinvolti, moda e turismo.
Le imprese interessate potranno candidarsi entro le 13.00 del 27 aprile prossimo.
Possono candidarsi PMI, start-up innovative e PMI innovative con sede legale e/o operativa in Puglia, attive nei comparti di riferimento. Per il settore moda, l’iniziativa è rivolta in particolare alle imprese di abiti, accessori e calzature da sera o cerimonia. Per il settore turismo, sono ammesse realtà che propongano servizi innovativi di promozione del patrimonio artistico e culturale, con un’offerta strutturata e adeguata a una domanda internazionale. Tra i requisiti richiesti figurano inoltre la disponibilità di un sito internet e materiali promozionali in lingua inglese, nonché personale in grado di condurre trattative d’affari in inglese.
Per il settore moda, la selezione dei profili e degli incontri sarà supportata dalla Camera di Commercio Italo Americana di Chicago; per il turismo, il riferimento sarà Perillo Tours.
Tutte le informazioni sono disponibili nella circolare ufficiale a questo link.
+2,6% per le esportazioni italiane a febbraio, un aumento su base mensile che si deve alle maggiori vendite verso l’area extra Ue (+5,3%), mentre l’export verso l’area Ue risulta stazionario. È quanto emerge dai dati Istat pubblicati oggi, 17 aprile. Più ampia la crescita delle importazioni (+3,5%).
La dinamica sia mensile che annua dell’export, spiega l’Istituto nazionale di statistica, è in parte influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, l’Istat stima un aumento congiunturale meno ampio (+1,8%, da +2,6%) e una crescita tendenziale del +0,9%. A febbraio resta elevata la crescita tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti, ma concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto; più sostenuta quella verso la Svizzera, che si deve soprattutto alle maggiori esportazioni di metalli; decisa, infine, la flessione dell’export verso la Germania, influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025 (al netto di queste, la flessione si riduce a -0,7%).
Quanto alle importazioni, al netto dell’energia sono cresciute su base annua del +2,7%. A febbraio, l’aumento congiunturale dei prezzi all’import è dovuto al rialzo dei prezzi dell’energia (petrolio greggio e gas naturale) e dei beni intermedi (in particolare i metalli) nell’area non euro; su base annua, la loro flessione si amplia lievemente.
I DATI
Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,9%, l’import si riduce dell’1,3%.
A febbraio 2026 l’export in valore è pressoché stazionario su base annua (-0,2%); in volume, si riduce del 2,2%. La quasi stazionarietà su base annua dell’export in termini monetari è sintesi di una crescita per i mercati extra Ue (+2,8%) e di una riduzione per quelli Ue (-2,9%). L’import registra una flessione tendenziale dell’1,3% in valore, che coinvolge in misura più ampia l’area Ue (-2,0%) rispetto a quella extra Ue (-0,3%); in volume, invece, le importazioni crescono dello 0,4%.
Su base annua, tra i settori che più contribuiscono a frenare l’export si segnalano mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-22,1%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (-12,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,2%). All’opposto, i contributi positivi maggiori derivano dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+30,7%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+3,0%).
Su base annua, i paesi che forniscono i contributi negativi maggiori all’export nazionale sono Germania (-15,4%), Spagna (-15,3%), Turchia (-27,0%) e Regno Unito (-13,6%). Crescono le esportazioni verso Svizzera (+33,2%), Stati Uniti (+8,0%) e paesi OPEC (+14,5%).
Nei primi due mesi del 2026, l’export registra una flessione tendenziale del 2,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-16,3%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-29,1%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (-4,1%). L’apporto positivo maggiore deriva, invece, dall’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+24,2%).
Il saldo commerciale a febbraio 2026 è pari a +4.944 milioni di euro (era +4.444 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-3.466 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-5.000 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da +9.444 milioni di febbraio 2025 a +8.409 milioni di febbraio 2026.
Nel mese di febbraio 2026 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% su base mensile mentre flettono del 3,4% su base annua (da -3,2% di gennaio). (focus\aise)