Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – Si terrà dal 7 all’11 settembre prossimi la missione in Argentina e Brasile organizzata da Confindustria e Agenzia Ice. Promossa in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e a Brasilia, la missione è dedicata alle imprese attive in questi cinque settori: agroalimentare; farmaceutico e medicale; transizione energetica e infrastrutture sostenibili; macchinari per l’industria e impiantistica per energia e minerario; digitale.
La Missione toccherà tre città in cinque giorni di lavoro: Buenos Aires, il 7 e 8 settembre; San Paolo, il 9 e 10 settembre; e infine Brasilia, l’11 settembre.
Il programma prevede sessioni di incontri di business (BtoB) con aziende argentine e brasiliane, seminari settoriali con controparti locali su tendenze di mercato, comparti in espansione, piani di investimenti e progetti prioritari governativi, momenti di scambio e networking con le aziende italiane già presenti nei due mercati e, per i settori ad alta regolamentazione e intensità tecnologica, incontri di posizionamento strategico, politico e normativo, eventualmente affiancati da visite specifiche.
La missione, sottolineano Ice e Confindustria, “rappresenta un'occasione concreta per posizionarsi in anticipo sui mercati sudamericani in un momento di significativa apertura per il sistema industriale italiano. L'entrata in vigore provvisoria dell'Accordo di libero scambio UE-Mercosur pone le premesse per una progressiva riduzione dei dazi, una maggiore apertura degli appalti pubblici e nuove possibilità di integrazione nelle filiere produttive locali. In Argentina e Brasile il potenziale export complessivo non ancora sfruttato supera il miliardo di euro, con una proiezione di crescita nel lungo periodo stimata in ulteriori 6 miliardi di euro”.
L’agroalimentare italiano torna a New York per il Fancy Food, manifestazione leader per il settore food, negli Stati Uniti, in programma dal 28 al 30 giugno prossimo allo Javits Center.
La collettiva italiana sarà coordinata dall’Agenzia Ice. 269 i marchi rappresentati in fiera.
Il Fancy Food Show è la più grande manifestazione fieristica del Nord America dedicata al settore specialty food e bevande, che si svolge a New York e che quest'anno giunge alla sua 70° edizione. L’Italia, come di consueto, occuperà lo spazio espositivo più grande all’interno del padiglione destinato agli espositori internazionali.
Le esportazioni italiane del settore agroalimentare verso gli Stati Uniti hanno raggiunto, a fine anno 2025, 8,20 miliardi di dollari occupando la 3° posizione ed una quota di mercato del 3,5%. Le principali categorie di prodotti agroalimentari italiani esportati negli USA sono state: vino, olio d’oliva, salse e altre preparazioni alimentari, pasta, prodotti da forno, conserve vegetali, acque e formaggi.
L’insieme di queste categorie rappresenta complessivamente quasi i due terzi del valore totale delle esportazioni del settore agroalimentare.
Crescita congiunturale dell’export per tutte le regioni italiane. È quanto stimato dall’Istat nel report sul primo trimestre 2026. L’aumento congiunturale è più ampio per il Sud e Isole (+13,1%) e per il Centro (+7,2%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,5%) e per il Nord-est (+0,8%).
Nei primi tre mesi dell’anno, spiega l’Istituto nazionale di statistica, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore (+1,3%) è sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13,8%) e per il Sud (+7,1%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,3%), mentre si rileva una flessione per il Nord-est (-2,4%) e una decisa contrazione per Isole (-19,0%).
Nel primo trimestre del 2026, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono: Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%); quelle che registrano le flessioni più ampie, Friuli-Venezia Giulia (-35,4%), Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%), Valle d’Aosta (-13,3%) e Lazio (-11,4%).
Nei primi tre mesi del 2026, l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana spiega per 2,7 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale; ulteriori contributi positivi, entrambi pari a 1,1 punti percentuali, derivano dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Abruzzo e Lombardia. All’opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio fornisce un contributo negativo di 2,0 punti percentuali.
Nello stesso arco di tempo, i contributi positivi maggiori all’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%).
Nell’analisi provinciale dell’export, l’Istat segnala in particolare le performance positive di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara; i contributi negativi più ampi derivano da Trieste, Roma, Frosinone, Palermo e Lodi. (focus\aise)