Vita da ambasciatore/ambasciatrice (2)

ROMA – focus/ aise – L’ambasciatore d’Italia a Varsavia, Luca Franchetti Pardo, ha accolto nei giorni scorsi in Ambasciata il presidente dell’ISTAO – Istituto Adriano Olivetti, Mario Baldassarri, accompagnato da una delegazione di partecipanti e rappresentanti dell’Istituto impegnati in una visita di studio in Polonia organizzata con il supporto dell’Ambasciata.
Durante la visita di studio, gli studenti hanno avuto l’opportunità di incontrare i vertici della sanità territoriale, del fondo sanitario nazionale e delle strutture ospedaliere d’eccellenza in Polonia offrendo un’occasione di confronto sull’evoluzione economica e sociale della Polonia, sulle prospettive dei rapporti bilaterali e sulle principali affinità e differenze tra il sistema italiano e quello polacco, anche alla luce delle comuni sfide europee.
La visita di studio, articolata tra Varsavia e Cracovia, ha previsto un programma di incontri con istituzioni, realtà accademiche e operatori del territorio, finalizzato ad approfondire la conoscenza del modello polacco e favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche.
Nel corso dell’incontro con gli studenti, l’ambasciatore ha sottolineato il valore di iniziative come questa, che contribuiscono a rafforzare la comprensione reciproca tra Italia e Polonia e a promuovere un dialogo sempre più stretto tra competenze, istituzioni e nuove generazioni di professionisti. Momenti di confronto e formazione internazionale rappresentano infatti uno strumento fondamentale per condividere esperienze, valorizzare le rispettive eccellenze e individuare soluzioni comuni alle grandi sfide economiche e sociali europee.
Il 3 luglio scorso l’ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, ha partecipato all’incontro “Diplomacy for All: Expanding Boundaries, Representation and Influence”, organizzato a Jerevan dall’UNDP e dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica d’Armenia nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale delle Donne nella Diplomazia.
La ricorrenza, celebrata ogni anno il 24 giugno su impulso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, intende riconoscere il fondamentale contributo delle donne alla cooperazione internazionale, mantenendo alta l’attenzione sulle sfide ancora aperte in materia di rappresentanza di genere e partecipazione ai processi decisionali. In questo contesto, l’iniziativa ha offerto un’occasione di riflessione sul valore dell’inclusione di tutte le componenti della società nel dialogo internazionale quale presupposto per affrontare, in maniera olistica, le principali minacce globali dell’epoca contemporanea.
La discussione si è concentrata, in particolare, sul ruolo che una politica estera sensibile alle questioni di genere può svolgere nel promuovere una reale uguaglianza sostanziale. Tale riflessione si inserisce nel percorso avviato dalla Quinta Conferenza Ministeriale sulla Feminist Foreign Policy (FFP), svoltasi nel giugno 2026 e conclusasi con l’adozione della Dichiarazione Politica Congiunta di Madrid sulla Costruzione di Società Democratiche attraverso l’Uguaglianza, i Diritti Umani e una Politica Estera Femminista.
Dopo i saluti introduttivi del vice ministro degli Affari Esteri armeno, Robert Abisoghomonyan, e della responsabile del Portfolio UNDP per la Parità di Genere, Zanna Harutyunyan, l’ambasciatore Ferranti è intervenuto nel primo panel, dedicato al tema dell’inclusività nella diplomazia. Al dibattito hanno preso parte anche la vice ministra del Lavoro e degli Affari Sociali, Tatevik Stephanyan, e l’ambasciatrice dell’Uruguay, Silvana Graciela Lesca Barolin, con la moderazione della rappresentante residente dell’UNDP in Armenia, Natia Natsvlishvili.
Il dibattito ha in particolare consentito di approfondire il contributo che un approccio maggiormente inclusivo può offrire all’azione della comunità internazionale, analizzando l’impatto della diversità all’interno delle istituzioni diplomatiche sulla cooperazione e sui processi decisionali, nonché le modalità attraverso cui i principi di uguaglianza possono tradursi in pratiche concrete.
I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata alle opportunità e alle sfide che le donne continuano ad affrontare nel settore diplomatico, alla quale hanno partecipato varie ambasciatrici di paesi accreditati a Jerevan e rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri armeno e della comunità internazionale. L’incontro si è concluso con un vivace dibattito aperto al pubblico, che ha arricchito il confronto attraverso domande, osservazioni e contributi dei partecipanti.
La celebrazione della Giornata Internazionale delle Donne nella Diplomazia, svoltasi a Jerevan, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul rafforzamento della parità di genere nelle istituzioni e sul valore di una diplomazia sempre più rappresentativa, inclusiva ed efficace. L’iniziativa ha inoltre posto in luce i significativi risultati conseguiti nel percorso verso l’uguaglianza di genere, contribuendo al tempo stesso a mantenere viva la dialettica sulle sfide ancora aperte e sugli obiettivi da perseguire. (focus\aise)