Vita da ambasciatore/ambasciatrice

ROMA – focus/ aise – L’Ambasciatore d’Italia in Finlandia, Nicola Todaro Marescotti, ha incontrato, presso la sede dell’Eduskunta, a Helsinki, il Presidente del Parlamento, Jussi Halla-aho.
Nel corso del cordiale e costruttivo incontro, è stato ribadito il comune apprezzamento per l’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra Italia e Finlandia, nonché per il ruolo sempre più rilevante della diplomazia parlamentare quale strumento privilegiato per intensificare il dialogo politico e promuovere nuove opportunità di collaborazione.
In tale contesto, particolare significato ha assunto la consegna del volume “Villa Hjelt, la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Helsinki”, curato dall’Ambasciatore a riposo Gaetano Cortese. Il dono, offerto quale espressione di amicizia e alta considerazione istituzionale, si configura come una testimonianza concreta del patrimonio storico e culturale della presenza italiana in Finlandia e, al contempo, come simbolo della solidità e della continuità dei rapporti tra i due Paesi. Pubblicato in occasione del centesimo anniversario dell’acquisizione della Residenza al demanio dello Stato italiano, il volume intende altresì evidenziare il valore della diplomazia culturale quale veicolo di dialogo, conoscenza reciproca e avvicinamento tra le rispettive comunità.
Al termine dell’incontro, il Presidente dell’Eduskunta ha rivolto all’Ambasciatore l’invito a sottoscrivere il Libro d’Onore del Parlamento finlandese, gesto che ha suggellato la visita in un clima di viva cordialità e rinnovata intesa istituzionale.
In occasione della Giornata dedicata alla memoria delle vittime della marcia della morte del 7 aprile 1945, l’ambasciatore d’Italia in Germania, Fabrizio Bucci, si è recato a Wolfsburg per rendere omaggio a una delle pagine più drammatiche della storia europea.
La cerimonia commemorativa ha rappresentato un importante momento di riflessione condivisa. Durante il primo segmento, dal titolo “Memoria Europea e Prospettive Internazionali”, oltre all’ambasciatore, hanno preso la parola: il sindaco di Wolfsburg, Dennis Weilmann; Jean-Michel Gaussot dell’Amicale Internationale KZ Neuengamme e figlio di un membro della resistenza francese morto nel campo di concentramento di Neuengamme; il vice capo missione dell’Ambasciata polacca a Berlino, Jakub Jan Wawrzyniak; e il consigliere dell’Ambasciata francese a Berlino, Julien Acquatella.
All’evento hanno inoltre partecipato autorevoli esponenti della società civile e del mondo istituzionale, intervenuti sul tema “Responsabilità locale e commemorazione”, tra cui: Anita Placenti dell’Institute for Contemporary History and City Presentation; Arne Meiswinkel, membro del Consiglio di amministrazione; Daniela Cavallo, presidente del Consiglio di fabbrica del gruppo Volkswagen AG; e Uwe Paulsen, presidente del Freundeskreis Gedenk- und Lernort KZ-Außenlager Laagberg.
“Tocca ai nostri popoli, uniti nella sofferenza della responsabilità dell’ultima guerra mondiale, moltiplicare gli sforzi per la costruzione di un futuro di pace e di progresso, in un contesto che vede crisi interne e internazionali, instabilità diffuse e venti di guerra, scuotere l’edificio europeo”, ha detto l’ambasciatore Bucci, ricordando come la memoria di tutti i luoghi di sofferenza ci chiami a essere custodi della dignità umana.
Nel citare Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, l’ambasciatore ha aggiunto che, “quando tutti pensano che un nuovo ordine mondiale basato sulla forza sia l’unico possibile, è il momento di ribadire con vigore il modello europeo”.
Un incontro intenso e significativo, che ha unito memoria storica e impegno contemporaneo, rafforzando il dialogo internazionale sui valori della responsabilità, della consapevolezza e della pace.
Il campo di concentramento di Fallersleben-Laagberg, satellite del campo di Neuengamme, ospitò 765 prigionieri europei tra il 1944 e il 1945, impiegati nei lavori forzati anche per Volkswagen. Il 7 aprile 1945 fu evacuato e i detenuti furono costretti alla marcia della morte verso Wöbbelin, durante la quale la maggior parte di loro perse la vita. Dopo la riscoperta dei resti nel 2017, è in corso la realizzazione di un memoriale.
L’ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, Sarah Castellani, ha incontrato il 15 aprile, il ministro degli Esteri bosniaco, Elmedin Konakovic, che le ha donato una maglietta della squadra della nazionale di calcio bosniaca con il suo nome. Il simpatico gesto fa seguito alla partita dello scorso 31 marzo a Zenica tra le due nazionali, che ha visto la qualificazione della Bosnia Erzegovina ai prossimi campionati del mondo di calcio.
L’incontro, come riferisce in una nota il Ministero degli Esteri bosniaco, ha consentito “uno scambio cordiale e amichevole, a testimonianza della stretta collaborazione e dei legami autentici tra Bosnia Erzegovina e Italia, sia dentro che fuori dal campo”.
Durante l’incontro è stato altresì ricordato come la Nazionale di calcio allenata da Arrigo Sacchi sia stata la prima a giungere a Sarajevo per una partita nel 1996, all’indomani della fine della guerra in Bosnia Erzegovina: un gesto di solidarietà ancora vivo nella memoria dei cittadini della Bosnia Erzegovina.
“L’amarezza per la nostra mancata qualificazione è in parte alleviata dalla gioia dell’amico popolo bosniaco-erzegovese per una storica qualificazione”, ha commentato l’ambasciatrice Castellani. “Tiferò dunque la Bosnia Erzegovina ai Mondiali, perché questo è ciò che fanno gli amici. Siamo stati avversari per una sera, ma resteremo amici per sempre”, ha concluso. (focus\aise)