Entrano in vigore le nuove direttive europee per facilitare la riparazione dei prodotti

BRUXELLES\ aise\ - A partire dalla fine di luglio, la direttiva europea sul diritto alla riparazione è diventa applicabile, aiutando così i consumatori a risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, estendere il ciclo di vita dei loro prodotti e limitare le emissioni di gas a effetto serra.
In virtù di questa direttiva i consumatori possono infatti chiedere la riparazione dei propri prodotti rotti (ad esempio smartphone, lavatrici o frigoriferi), anche dopo la scadenza della garanzia legale.
I fabbricanti, spiega la Commissione, devono offrire tali riparazioni a un prezzo commisurato ed entro un lasso di tempo ragionevole. Sono inoltre tenuti a fornire informazioni chiare sui loro siti web in merito ai propri servizi di riparazione e ai prezzi indicativi. Non saranno autorizzati a rifiutare la riparazione o a ricorrere a pratiche che la impediscano o scoraggino i consumatori dall'avvalersene. Infine i fabbriacanti dovranno garantire l’accessibilità di pezzi di ricambio a prezzi abbordabili.
"L'Europa non deve diventare un continente che abbandona la tecnologia - ha spiegato Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia -. Il futuro è intelligente, riparabile e circolare. Semplificando la riparazione, sosteniamo l'innovazione, rafforziamo l'industria europea e riduciamo la nostra dipendenza dalle importazioni di materie prime".
"Scegliere di riparare un prodotto anziché sostituirlo significa scegliere l'accessibilità economica, la circolarità e la competitività - ha aggiunto Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori -. La direttiva sul diritto alla riparazione centra tutti e tre questi obiettivi. La sua piena applicazione in tutta l'UE farà davvero la differenza per i consumatori, l'ambiente e le piccole imprese, aiutandoci nel contempo a realizzare la nostra ambizione di un'economia europea pulita e competitiva."
Gli Stati membri dovranno quindi ora incoraggiare le riparazioni, ad esempio attraverso buoni o fondi per le riparazioni. La Commissione Ue ha anche specificato di star sviluppando ora una nuova piattaforma europea online per la riparazione che consenta ai consumatori di trovare facilmente servizi di riparazione nelle loro vicinanze. (aise)