Plenaria Cgie/ Internazionalizzazione e territori nelle relazioni delle Commissioni tematiche

ROMA\ aise\ - Seconda giornata di assemblea plenaria questa mattina alla Farnesina dove il Consiglio generale degli italiani all’estero ha proseguito i suoi lavori dando spazio alle relazioni delle Commissioni tematiche.
A intervenire, nella sala conferenze internazionali, sono stati i presidenti della 5ª Commissione – Promozione sistema Paese all’estero e made in Italy, Massimo Romagnoli, e della 6ª Commissione - Conferenza Permanente Stato, Regioni, Province Autonome, CGIE, Pietro Mariani.
Entrambi hanno riassunto il lavoro delle Commissioni ed evidenziato le priorità emerse negli incontri svolti durante l’anno.
La 5ª Commissione, ha esordito Romagnoli, ha volto una “attività intensa e concreta per rafforzare il ruolo degli italiani all’estero nella promozione economica, commerciale e culturale”. I connazionali “non sono solo destinatari di servizi, ma rete strategica” per lo sviluppo del Paese, “un patrimonio di competenze, di imprese ed esperienze”, un poten di “collegamento con i mercati internazionali”.
La Commissione, ha aggiunto, ha lavorato a “proposte concrete, coinvolgendo istituzioni, esperti, Comites, associazioni, Cgie”.
Nel corso dell’anno, ha puntualizzato Romagnoli, “abbiamo concentrato la nostra attenzione sulla promozione del made in Italy, sulla internazionalizzazione delle imprese, sul ruolo di promozione economica delle comunità, sull’export, sui dazi e sulla transizione energetica, sulla valorizzazione dei frontalieri e dei pensionati italiani all’estero” e, infine, sul “collegamento tra Cgie, Comites, rete diplomatico consolare e i diversi attori del Sistema Paese”.
Nel corso dell’anno, ha proseguito, la Commissione ha organizzato due importanti webinar, “incontri che hanno costituito momenti qualificati di confronto e approfondimento”, ha detto Romagnoli: “il primo, sull’effetto dei dazi sull’economia italiana, con particolare attenzione all’estero e alla competitività delle imprese italiane nei paesi esteri”. Il secondo “sulla nuova economia del carbonio”, un incontro che “ha consentito alla commissione di affrontare un tema strategico per le imprese e il sistema produttivo italiano”, una grande “opportunità per le imprese italiane all’estero” che “devono essere pronte alle nuove regole sul rispetto ambientale e la transizione energetica”.
Fatta una riflessione sul contributo economico degli italiani all’estero “componente attiva e produttiva e strategica per il Paese”, Romagnoli ha ribadito che i connazionali non formano “una comunità da assistere”, ma rappresentano “una risorsa economica, professionale e sociale per l’Italia”. Lo sono “i 115mila frontalieri che ogni giorno lasciano l’Italia per lavorare all’estero, che producono reddito all’estero e lo spendono in Italia”, ma anche i pensionati, attraverso “il turismo di ritorno, il mantenimento di case in Italia e di legami col territorio”. Gli italiani all’estero, ha ribadito, sono “parte viva del sistema produttivo del Paese”, come dimostrato, ha concluso, anche dal rapporto “Esportare la Dolce vita” redatto da Confindustria.
Di rapporto tra Stato – Regioni – Cgie ha parlato il presidente della sesta Commissione Pietro Mariani. “Parliamo della tenuta sociale del Paese Italia, di attrarre famiglie e competenze” di “rafforzare il rapporto tra Stato, Regioni e Cgie” alla luce dei 7 milioni di iscritti Aire, “parte viva di una società che cresce, mentre il Paese dentro i confini si restringe”. Nel 2025, ha detto Mariani, ci sono stati solo 80mila rientri e “per motivi familiari non per opportunità offerte dal Paese”. Anzi: “rientrano nonostante il sistema, non grazie ad esso”. “Molti di più continuano a partire”, ha ricordato.
Naspi, regimi per gli impatriati, cittadinanza: i temi su cui intervenire sono tanti e gli interventi normativi all’esame del Parlamento sono “limitati”. Ecco perché la Commissione ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con diverse proposte, perché, ha concluso “non esiste inverno demografico che non possa essere affrontato”. “Ogni rientro è una storia che ricomincia, ogni italodiscentente che arriva è un pezzo di memoria che torna ad essere futuro”.
Con l’ordine del giorno, letto da Billè, la Commissione propone di “istituire una Strategia nazionale per il rientro; un programma nazionale per gli italodiscendenti in Italia (percorsi facilitati di cittadinanza e residenza; incentivi per acquisto e ristrutturazione casa; tutoraggio amministrativo, estensione del regime al 7% ai borghi del centro e del nord Italia o introduzione della flat tax al 4% per tutti i borghi sotto i 5mila abitanti); incentivi specifici per i “rientranti”; istituire un piattaforma nazionale unica dedicata a chi rientra in Italia, con tutte le informazioni su incentivi, bandi dei borghi, servizi, guide operative”.
L’odg propone poi di “rafforzare servizi nei borghi; un monitoraggio annuale Aire - Istat da svolgere in collaborazione tra Cgie, Istat e Viminale su rientri, espatri, italodiscendenti, impatto degli incentivi e popolazione dei borghi; di sostenere l’approvazione del ddl Matera (flat Tax 4% per 15 anni ai pensionati che rientrano – il testo è all’esame del Senato) e rafforzamento della fiscalità di vantaggio nelle aree interne”. Infine, la Commissione propone di “valutare l’estensione del ddl agli italodiscendenti” e, da ultimo la convocazione della Conferenza permanente che, per legge, dovrebbe essere convocata ogni tre anni e che invece si è riunita l’ultima volta nel 2021. (ma.cip.\aise)