Proroga al 2029 per l’iscrizione dei figli minorenni nati all’estero: CGIE soddisfatto

ROMA\ aise\ - “Un risultato concreto frutto di un lavoro istituzionale costante, portato avanti nell’interesse esclusivo delle nostre comunità nel mondo, frutto di una rivendicazione avanzata dal CGIE”. Un risultato che “dimostra l’importanza del dialogo tra rappresentanza degli italiani all’estero e istituzioni nazionali”.
Così, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE, ha espresso la sua soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento al decreto “Milleproroghe” che rinvia al 31 maggio 2029 il termine per l’iscrizione nei registri anagrafici dei figli minorenni nati all’estero da cittadini italiani per nascita.
La misura, approvata oggi, 23 febbraio, dalla Camera dei Deputati (177 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti, ora si attende il passaggio in Senato), rappresenta, secondo il CGIE, “un risultato importante per le comunità italiane nel mondo”. Già nell’Assemblea plenaria del giugno 2025, infatti, il Consiglio Generale aveva approvato uno specifico ordine del giorno volto a sollecitare il Governo e il Parlamento a intervenire per evitare che migliaia di minori rischiassero di vedere compromesso il proprio diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana per ragioni legate ai tempi e alle complessità amministrative.
Tale posizione è stata successivamente “reiterata e rafforzata” dalla Commissione continentale America Latina del CGIE nel novembre 2025, in considerazione delle particolari criticità registrate in quell’area del mondo, dove l’elevato numero di pratiche consolari e i tempi di lavorazione avevano destato “forte preoccupazione tra le famiglie”.
L’emendamento consente dunque ai genitori cittadini italiani per nascita di presentare la dichiarazione di volontà per l’acquisto della cittadinanza da parte dei figli minorenni entro il 31 maggio 2029, superando il precedente termine del 31 maggio 2026 previsto dalla normativa transitoria. La misura riguarda in particolare i nati all’estero prima del 25 maggio 2025 che risultavano ancora minorenni al momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, offrendo tre anni aggiuntivi per concludere le procedure consolari, e va a completare la disposizione introdotta con la legge di Bilancio 2026, che posticipa a 36 mesi dall’entrata in vigore del DDL 36/2025 la registrazione dei figli minorenni nati all’estero.
In questo modo, le famiglie italiane all’estero avranno a disposizione “un arco temporale congruo per l’espletamento delle procedure”, tutelando così “il diritto dei minori al pieno riconoscimento della propria appartenenza alla comunità nazionale e alleggerire la pressione sugli uffici consolari, favorendo una gestione più ordinata delle pratiche”.
Il CGIE ha assicurato infine la sua volontà di continuare a sollecitare ulteriori interventi strutturali volti a rendere più efficiente e accessibile il sistema di riconoscimento della cittadinanza. (aise)