Simest: dal 31 marzo disponibili ristori per 130 milioni alle imprese colpite dall’uragano Harry

ROMA\ aise\ - A partire dal 31 marzo sarà disponibile la nuova “Misura Ristori” di SIMEST, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che destina 130 milioni di euro alle imprese dei territori colpiti nel gennaio scorso dall’uragano Harry. Si tratta di Regione Calabria, Regione Autonoma della Sardegna e Regione Sicilia, per le quali il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza.
La Misura – prevista nell’ambito del Fondo per la Promozione Integrata istituito presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, articolo 7 del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25 – è finalizzata a sostenere la ripartenza del tessuto imprenditoriale nelle aree colpite, attraverso contributi a fondo perduto destinati a coprire i danni materiali accertati, subiti dalle imprese quale diretta conseguenza degli eventi meteorologici eccezionali.
L’intervento si rivolge non solo alle imprese esportatrici, ma anche a quelle che, pur non operando direttamente sui mercati esteri, fanno parte di filiere produttive a vocazione internazionale, oppure hanno realizzato transazioni dirette con clienti esteri.
In particolare, possono accedere agli interventi le imprese che dimostrino di avere nel 2025: attività di export diretto, con un rapporto tra fatturato estero e fatturato totale pari ad almeno il 3%; e attività di export indiretto, nei casi in cui l’impresa non esporti direttamente ma realizzi una quota significativa del proprio fatturato all’interno della filiera – attraverso uno o più clienti (anche non esportatori) facenti capo a un’impresa esportatrice – o attraverso comprovate transazioni dirette con clienti esteri.
I contributi sono destinati a ristorare i danni materiali diretti e accertati subiti dalle imprese – ad esempio su immobili, macchinari, attrezzature, impianti o scorte – e potranno arrivare fino a 5 milioni di euro per impresa.
Accanto ai ristori, la misura prevede anche strumenti per sostenere la stabilità finanziaria e la capacità di investimento delle imprese colpite. È prevista in particolare la possibilità di: destinare fino al 90% del Finanziamento Transizione Digitale ed Ecologica a interventi di rafforzamento patrimoniale per sostenere la ripresa e gli investimenti delle imprese esportatrici e di quelle – anche se non esportatrici dirette – che fanno parte della loro filiera. Possibile cofinanziamento a fondo perduto del 10%; sospendere dei pagamenti della quota capitale sui finanziamenti agevolati, già in essere, fino a un massimo di 12 mesi, al fine di garantire maggiore liquidità nella fase di ripartenza; e prorogare fino a 6 mesi dei termini di rendicontazione dei finanziamenti, su richiesta dell’impresa.
Le domande potranno essere presentate a SIMEST direttamente sul sito della società simest.it a partire dal 31 marzo, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
L’intervento si inserisce nel quadro delle iniziative a sostegno delle imprese italiane colpite da eventi climatici estremi e punta a favorire una rapida ripartenza delle filiere produttive legate all’export e dell’intero sistema economico dei territori interessati. (aise)