“Il Quarantotto di Faustino Joli”: il Risorgimento a Bologna

Courtesy Fondazione Brescia Musei
BOLOGNA\ aise\ - Sino al 19 luglio il Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospita la mostra “Il Quarantotto di Faustino Joli. Dipingere il Risorgimento tra Bologna e Brescia”, a cura di Isabella Stancari e Otello Sangiorgi.
Organizzata in occasione dei 150 anni dalla morte del pittore bresciano Faustino Joli (1814-1876), l’esposizione è promossa in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, Istituto per la storia del Risorgimento - Comitato di Bologna e 8cento APS.
Durante il percorso verso l’unificazione del Regno d’Italia proclamata il 17 marzo 1861, furono numerosi gli artisti che, mossi da passione patriottica, presero parte attivamente alla rivoluzione politica raffigurando nelle loro opere personaggi ed avvenimenti del Risorgimento di cui furono testimoni oculari, al fine di eternarne la memoria storica collettiva.
A questa schiera appartiene Faustino Joli, prolifico e apprezzato ritrattista di animali e paesaggi, noto soprattutto per avere impresso su tela quattro episodi delle “Dieci giornate di Brescia” del 1849, in cui la popolazione resistette strenuamente alla repressione austriaca con una forza e un coraggio che, seppure con esito perdente, valsero alla città l’appellativo di “Leonessa d’Italia”, ideato da Aleardo Aleardi nei suoi Canti Patrii e reso celebre da Giosue Carducci nelle Odi barbare.
“Cronista con il pennello”, Joli nei suoi dipinti restituì descrizioni accurate e puntuali di quanto accadde durante gli eventi della gloriosa decade bresciana e sui campi di battaglia di Solferino e San Martino, con la volontà di rafforzare i sentimenti patriottico-risorgimentali per l’Unità d’Italia.
Da porre in stretta relazione con questo ciclo, che al pregio dell'interpretazione artistica aggiunge quella dell'esatta documentazione storica, è anche la serie coeva di 77 piccoli dipinti a olio su cartone, composti in 9 quadri con cornici in legno dorato, conservati presso il Museo civico del Risorgimento di Bologna e raffiguranti le uniformi delle diverse formazioni militari - corpi regolari, volontari, corpi franchi - che parteciparono alla prima guerra di indipendenza (1848-1849).
La mostra è incentrata su tale corpus di figurini militari, ancora poco noti al pubblico e solo parzialmente esposti in museo, che costituisce il più completo e di qualità più alta a seguito di un’analisi e di un confronto condotti con altri figurini riconducibili al modello di Joli, conservati presso i Musei Byron e del Risorgimento di Ravenna, il Museo delle Storie di Bergamo e il Museo del Risorgimento di Milano.
Essi vengono posti in relazione con i disegni realizzati attorno al 1849 dallo stesso Joli, presenti in un taccuino conservato nella Biblioteca Queriniana di Brescia: schizzi raffiguranti scene di strada e prime idee di gruppi di soldati corredate da precise descrizioni di abiti militari, riportati con freschezza e che si ritrovano puntualmente sia nei figurini di Bologna che nei dipinti sulle “Dieci giornate di Brescia”, accomunando e legando strettamente i due “cicli”.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Brescia Musei, il dipinto di Joli Le dieci giornate a San Barnaba, in prestito dal Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, viene per la prima volta esposto a Bologna e posto in dialogo con il dipinto Cacciata degli austriaci da Porta Galliera, opera del pittore Gaetano Belvederi del 1848 (Bologna, 1821 - ivi, 1872).
Il percorso espositivo si completa con alcune uniformi e oggetti originali di corredo militare risalenti al 1848, conservati presso il Museo civico del Risorgimento di Bologna. Il confronto tra i figurini di Faustino Joli e questi cimeli originali, utilizzati da corpi regolari, volontari e corpi franchi italiani durante la prima guerra di indipendenza, evidenzia la precisione descrittiva del pittore bresciano che per realizzare i suoi dipinti dovette guardare proprio oggetti come quelli esposti.
Fra le uniformi presentate, va segnalata quella della “Legione Bolognese”, un corpo di volontari che partì dalla nostra città e combatté in Veneto durante la prima guerra di indipendenza, recentemente rinvenuta e acquisita dal museo: un oggetto unico, che è stato possibile attribuire a quel corpo militare proprio grazie ai figurini dipinti dal pittore bresciano.
L'inaugurazione della mostra, che si è tenuta venerdì scorso, 10 aprile, ha aperto il calendario di iniziative della rievocazione storica 2026 di 8cento APS. Alcuni rievocatori hanno dato corpo e voce ai figurini allestiti con spiegazioni delle uniformi filologicamente riprodotte e indossate e con racconti sul ruolo del soldato/ufficiale/civile nel 1848.
L’inaugurazione si è tenuta inoltre nell’ambito della XXII edizione della Festa internazionale della Storia (11-19 aprile 2026), coordinata dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione "Giovanni Maria Bertin" - Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio dell'Università di Bologna e dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica.
L’esposizione è accompagnata da un agile catalogo in formato brochure, contenente una prefazione di Otello Sangiorgi e testi di Isabella Stancari. (aise)