Regina Cassolo a New York con “L’amante dell’aviatore”

NEW YORK\ aise\ - L’opera in alluminio di Regina Cassolo “L’amante dell’aviatore” del 1935 è esposta nell’ambito della mostra “New Humans: Memories of the Future”, che si è aperta il 21 marzo al New Museum di New York. La scultura dell’artista italiana è in mostra accanto a lavori di Duchamp, Dalì, Man Ray e altri protagonisti della scena artistica internazionale.
“Molto felice di questo prestigioso prestito internazionale” si è detto il direttore dei Musei Statali Lombardi, Rosario Maria Anzalone. “La mostra newyorkese, che inaugura la nuova ala del New Museum, consentirà di far conoscere a un pubblico vasto e internazionale la figura di Regina, artista italiana talentuosa e originale, il cui contributo alla storia dell’arte del Novecento è stato evidenziato solo in tempi recenti”.
L’opera di Regina Cassolo si potrà ammirare nella sezione “Authomatic Women”, grazie al Comune di Mede, proprietario del corpus delle sue opere, insieme con artiste coeve come Giannina Censi, Benedetta, Rosa Rosà. Valentine de Saint-Point, ma anche Man Ray e Max Ernst.
“L’Amante dell’aviatore” è stata custodita fino al 9 marzo negli spazi appena rinnovati della terza scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano, sede del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (MANLo), in occasione della mostra, tuttora in corso, “Regina. Sperimentatrice geniale” e qui sarà ricollocata a fine agosto 2026, quando chiuderà l’esposizione newyorkese.
A cura di Stefania Bossi, Valentina Cane e Michele Tavola, la mostra al MANLo raccoglie 108 opere, tra cui 41 sculture e circa 65 tra disegni e collage e rimarrà visitabile almeno fino al 2029 con l’obiettivo di restituire al pubblico la modernità di una delle voci più originali del panorama artistico del Novecento.
La ricerca artistica di Regina Cassolo si inserisce nelle sperimentazioni degli anni Trenta del Novecento quando l’alluminio, materiale industriale leggero, duttile e moderatamente riflettente entra nella pratica artistica come risorsa tecnica e linguistica. Il linguaggio dell’artista si costruisce per piani, ottenuto tramite l’utilizzo di lamine sottili che definiscono una geometria spaziale aperta.
È con l’opera “L’amante dell’aviatore” che la tecnica della scultrice raggiunge elevati livelli di complessità: la disposizione falsata dei piani, infatti, genera ritmo, profondità e particolari modulazioni chiaroscurali. In questo caso le lamine metalliche incarnano perfettamente alcuni principi del linguaggio futurista, quali dinamismo, simultaneità energie delle superfici, ma senza mai aderire passivamente ai codici del movimento. Ne conserva anzi un’autonomia evidente, frutto di una sensibilità orientata alla sperimentazione.
Regina Cassolo (Mede Lomellina, 1894 – Milano, 1974) è stata una delle figure più originali del panorama artistico italiano del Novecento. Dopo la formazione all’Accademia di Brera, negli Anni 20 avvia una ricerca che la conduce ben presto oltre l’impostazione accademica, verso sperimentazioni in scultura e disegno. Negli Anni 30 si avvicina al Futurismo, presentando alla Galleria Senato (1931) le prime sculture in latta, alluminio e celluloide: opere leggere e innovative, che liberano la forma dal peso della materia. Partecipa alla XIX Biennale di Venezia (1934) e a numerose esposizioni in Italia e all’estero, firmando nel 1934 il Manifesto tecnico dell’Aeroplastica futurista. Dopo la guerra aderisce al Movimento Arte Concreta, su invito di Bruno Munari, e tiene una personale presso la Libreria Salto (1951). Negli anni 50 e 60 approfondisce temi legati al linguaggio e alla natura, continuando a sperimentare con la scultura e il disegno. Negli Anni 70 il suo lavoro viene progressivamente riscoperto, fino alla storica mostra “L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche” (Palazzo Reale di Milano, 1980), che ne consacra il ruolo di pioniera e sperimentatrice, con le prime pubblicazioni monografiche a lei dedicate. (aise)