Speranza per i bambini iraniani con il cessate il fuoco/ Unicef: milioni senza scuola e assistenza sanitaria

Foto: Unicef

GINEVRA\ aise\ - “Un passo fondamentale che infonde speranza ai bambini e alle famiglie iraniane che hanno sopportato immense sofferenze”. Così, l'UNICEF ha accolto il cessate il fuoco di 15 giorni siglato tra Iran e Stati Uniti. Bambini che, oltre a uccisioni e ferimenti, a causa dei bombardamenti degli eserciti di Stati e Israele hanno subito danni gravissimi ai propri diritti di istruzione e di assistenza sanitaria. 442 strutture sanitarie in tutto il Paese sono state danneggiate o distrutte da USA e Israele. Danni che stanno impedendo l’accesso all’assistenza sanitaria essenziale a circa 10 milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini. Inoltre, sono state distrutte e danneggiate oltre 760 scuole, tra cui, nel primo giorno di guerra, la scuola elementare Minab, dove l’IDF e l’esercito USA hanno ucciso oltre 150 bambine iraniane.
I cieli sono tornano silenziosi in queste ore e gli attacchi sono cessati, ma l’impatto della violenza sui bambini, ha avvertito l’UNICEF, “avrà conseguenze durature”. Tanti quelli che hanno perso la vita, tantissimi quelli rimasti coinvolti. “Bambini che avrebbero dovuto sentirsi al sicuro nelle loro case, nelle loro comunità e nelle loro aule, imparando, crescendo e sognando”, ha sottolineato l’Agenzia Onu per l’Infanzia rivolgendo il suo pensiero e il suo cordoglio alle famiglie, alle comunità e a tutti coloro la cui vita è stata stravolta per sempre.
Durante tutto il conflitto, l’UNICEF ha continuato a operare attivamente in Iran, collaborando con i propri partner per fornire assistenza ai bambini e alle famiglie in diversi settori, tra cui i servizi sanitari, la salute mentale e il sostegno psicosociale, distribuendo forniture sanitarie preposizionate, unità sanitarie mobili, tende per l’assistenza sanitaria di base e kit sanitari di emergenza per aiutare a ripristinare l’accesso ai servizi essenziali per le popolazioni colpite, oltre a fornire vaccini e supporto psicosociale ai bambini e alle comunità.
L’UNICEF ha spiegato di rimanere impegnato ad ampliare il proprio sostegno, in linea con il proprio programma di cooperazione nazionale, nei settori della salute e della nutrizione, dell’istruzione, della protezione dell’infanzia, dell’acqua, dei servizi igienico-sanitari e dell’igiene (WASH), della risposta alle emergenze e della protezione sociale, garantendo che i bambini e le famiglie ricevano le cure, la protezione e il sostegno di cui hanno bisogno per riprendersi e ricostruire.
“Ogni bambino merita la pace. Ogni bambino merita un futuro”, ha concluso l’UNICEF. (aise)