Paralimpiadi d’oro per l’Italia

ROMA\ aise\ - Le Paralimpiadi di Tokyo 2020, che seguono la grande spedizione azzurra alle Olimpiadi giapponesi, sono andate alla grande. Anzi, alla grandissima. Dopo l’Olimpiade più medagliata di sempre, arriva anche la seconda Paralimpiade più medagliata di sempre (seconda solo a quella della primissima edizione di Roma): 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi.
Un totale di 69 medaglie in 11 discipline diverse: atletica, canoa, ciclismo, equitazione, nuoto, scherma, tennistavolo, tiro a segno, tiro con l’arco, triathlon. E se è vero come vero, che vincere una rassegna iridata ti consegna alla leggenda, è altrettanto vero che atletica e nuoto sono le discipline di maggior rilievo dell’appuntamento di ogni 4 anni. E l’Italia è proprio lì che ha fatto incetta di podi e inni nazionali, con dimostrazioni di strapotere ed emozioni eccezionali, e dimostrando di essere ai vertici dello sport paralimpico.
Una delegazione imponente (115 tra atlete e atleti) che ha chiuso al nono posto del medagliere. Al primo la Cina, con 207 medaglie, seguita da Regno Uniti e Stati Uniti d’America, con 124 e 104. Ma l’Italia, nell’11esimo giorno dei giochi, quello di chiusura, ha chiuso col botto, e che botto: tripletta nella gara dei 100 metri femminili della categoria t63, dedicata ad atlete cui le gambe sono state amputate sopra il ginocchio: Ambra Sabatini, oro condito da record del mondo col tempo di 14,11 secondi, Marina Caironi, argento (era stata oro nel 2012 e nel 2016), e Monica Contraffatto, bronzo (secondo bronzo per lei dopo Rio).
E poi il nuoto, dove azzurri e azzurre hanno ottenuto 39 medaglie, tra cui 11 ori.
La prima medaglia italiana ai Giochi Paralimpici è arrivata proprio nel nuoto con Francesco Bettella, che mercoledì 25 agosto ha vinto la medaglia di bronzo nei 100 metri dorso categoria S1. Poche ore dopo, la ventenne torinese Carlotta Gilli ha vinto l’oro nella finale dei 100 metri farfalla categoria S13, il primo oro italiano, stabilendo il record paralimpico della disciplina col tempo di 1 minuto e 2,65 secondi. La medaglia d’argento della stessa gara è andata a un’altra italiana, Alessia Berra.
E giorno dopo giorno, dal primo giorno di gare, la spedizione italiana non ha mai deluso, conquistando tutti i giorni varie medaglie. Arjola Trimi, che ha vinto due ori e due argenti, Giulia Terzi, due ori, due argenti e un bronzo, e poi il 23enne Stefano Raimondi, che si è portato a casa la bellezza di 7 medaglie, tra cui un oro, quattro argenti e due bronzi.
Impossibile poi non citare in questa spedizione l’oro di Beatrice “Bebe” Vio, volto più noto e influente dell’Italia paralimpica, che anche questa volta non ha tradito l’appuntamento conquistando l’oro nel fioretto individuale femminile. La schermitrice, che il giorno dopo della finale ha poi dichiarato di aver rischiato ultimamente l’amputazione di un braccio, ha poi dovuto fare ancora spazio nella sua personale bacheca per un altro argento, questa volta a squadre, conquistato con Andreea Ionela Mogos e Loredana Trigilia.
Commuovente poi la dedica che i vincitori della gara di handbike a squadra, Luca Mazzoni, Paolo Cecchetto e Diego Colombari, hanno voluto realizzare per Alex Zanardi, anche lui volto noto tra gli atleti paralimpici, coinvolto in un bruttissimo incidente nel giugno del 2020 mentre era in allenamento sulla sua handbike.
Si è spento dunque il braciere a Tokyo 2020 (2021). Un’edizione faticosa e storica, segnata profondamente dal Covid. E di certo, in questa rassegna asiatica, si può affermare che la fiamma olimpica ha emanato un grande colore azzurro. (aise)