La voce del popolo/ Radin lascia il Sabor: “il Luka Modrić della politica croata”


FIUME\ aise\ - “Dopo oltre tre decenni di presenza ininterrotta nel Sabor (il Parlamento di Zagabria, nda), Furio Radin ha deciso venerdì 19 giugno di sospendere il proprio mandato parlamentare per motivi personali. La decisione è stata approvata all’unanimità dal Comitato parlamentare per il mandato e l’immunità (MIP), che ha formalizzato anche il ritorno in Aula del deputato del Most Ivan Matić al posto di Ivica Ledenko. Per Radin, storico rappresentante della minoranza italiana e vicepresidente del Parlamento croato, si apre così una nuova pagina dopo una carriera politica che lo ha visto protagonista per 34 anni consecutivi tra i banchi del Sabor”. È quanto riporta “La voce del popolo”, quotidiano diretto a Fiume da Christiana Babić.
“Una figura storica del Parlamento croato
Radin, eletto per la prima volta negli anni Novanta, è una delle figure più longeve della politica croata. Nel corso della seduta del Comitato, il presidente Robert Jankovics ha ricordato come il deputato della minoranza italiana abbia vinto dieci tornate elettorali consecutive.
Un primato che ha suscitato anche una battuta del deputato dell’HDZ Ante Deur, che ha paragonato la longevità politica di Radin a quella del celebre calciatore croato Luka Modrić.
Furio Radin lascia il posto a Marin Corva.
Al suo posto entrerà Marin Corva, che alle elezioni legislative del 2024 figurava come sostituto di Radin nella XII circoscrizione elettorale, quella riservata alle minoranze nazionali.
Le decisioni approvate dal Comitato entreranno ora in vigore con l’avvio della nuova sessione parlamentare, segnando un cambio significativo soprattutto per la rappresentanza della minoranza italiana, che vedrà il neoeletto presidente dell’Unione Italiana prendere il posto di una delle figure più riconoscibili della politica croata degli ultimi decenni.
Il ringraziamento di Jandroković
Il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, ha ringraziato Radin per il lavoro svolto e per l’attività politica, sottolineando che gli dispiaceva un po’ dover leggere la decisione sulla messa a riposo del suo mandato.
“Si tratta di un uomo che siede tra i banchi del Parlamento fin dalla costituzione della seconda legislatura; ha prestato il giuramento parlamentare ben 10 volte, il che lo rende il deputato con la maggiore anzianità di servizio nella storia della Repubblica di Croazia sovrana, indipendente e democratica”, ha dichiarato.
Ha poi aggiunto che Radin è un primatista senza rivali e uno dei decani sia della politica sia del parlamentarismo croato. “Lo conosciamo tutti come un interlocutore piacevole, un uomo estremamente corretto, che si è preso cura degli interessi della minoranza nazionale italiana in Croazia, ma che ha anche difeso gli interessi della Repubblica di Croazia nelle relazioni internazionali”, ha affermato.
Come nota curiosa, ha inoltre menzionato che cadeva ieri esattamente il nono anniversario dall’elezione di Radin a vicepresidente del Sabor. “Lo ringrazio per la collaborazione straordinariamente corretta e di qualità. Grazie di cuore, caro Furio, ti auguro tanto successo e felicità; avrai sicuramente un’infinità di interessi diversi e non temo che tu possa annoiarti”, ha concluso.
Dopo aver confermato la decisione della Commissione, i deputati si sono alzati in piedi e hanno espresso il loro sostegno a Radin con un fragoroso applauso.
“Grazie per le belle parole”, ha replicato brevemente Radin rivolgendosi ai deputati. Considerato che rimarrà con loro fino a giovedì prossimo, non ha voluto ancora congedarsi, tenere discorsi o rilasciare dichiarazioni.
Milorad Pupovac, rappresentante della minoranza nazionale serba, in una dichiarazione ai giornalisti ha affermato che Radin è “uno dei nestori della vita parlamentare croata e uno dei massimi meritevoli dello sviluppo della politica e della cultura politica delle minoranze nella vita politica croata”. “È assolutamente certo che ci mancherà”, ha aggiunto.
All’interno del Club delle minoranze nazionali si discuterà ora su chi potrebbe succedere a Radin nella carica di vicepresidente del Sabor. Jankovics – il quale ritiene che Radin se ne vada troppo presto e che avrebbe potuto dare ancora un grande contributo – ha escluso ai giornalisti la possibilità di assumere lui stesso tale funzione”. (aise)